La modernità di Francesco nel libro d Monica Simeoni

«Si affaccia sulla piazza con semplicità; non indossa le calzature da cerimonia, ma i suoi mocassini, comodi per camminare, quasi un simbolo dei suoi trascorsi caratterizzati da strenua attività fra la gente e della volontà di continuare il cammino. Con queste calzature raggiungerà presto la folla, salirà sugli autobus, entrerà nei negozi, incontrerà i volti di ognuno». La riflessione di Simona Scotti, caporedattrice di Religioni e Società, è contenuta nel volume “La modernità di papa Francesco”, curato, per le Edizioni Dehoniane di Bologna, da Monica Simeoni, padovana, docente di Sociologia all’Università del Sannio (Benevento) e di Sociologia delle religioni all’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ecclesia Mater del Laterano di Roma.
Il libro, che si avvale della prefazione di Ilvo Diamanti, arriva nel 7° anniversario dell’elezione a pontefice del cardinale Jorge Mario Bergoglio. «Il consenso per papa Francesco mantiene, dunque, basi molto ampie - scrive Diamanti - Ma rispetto agli anni dell’avvio, oggi si osserva un certo calo. Confermato dalle indagini condotte nel Nord-Est. La “sacrestia d’Italia”. Dove storicamente, la Chiesa ha messo radici profonde». Dal 93% nel 2013 all’80 di oggi. «Non solo perché», sottolinea Diamanti, «con le sue posizioni, con le sue parole, ha spezzato la tradizionale prudenza della Chiesa. Non solo perché è entrato in contrasto con il clima di crescente paura degli altri, dello xenos, del mondo che “cade su di noi”. Ma anche perché, nella percezione degli italiani, la Chiesa appare in declino». Tra i contributi presenti nel volume si segnalano quelli di Massimo Cacciari, di Enzo Pace e di Salvatore Abbruzzese. —
Claudio Baccarin
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