«La nostra produzione è ferma»

Banzato, ad delle Acciaierie: «Sicurezza al top, attendiamo l’esito dell’indagine»

«L’operaio deceduto, quando è caduto dalla passerella, era in pausa. Un meritato riposo dopo che, intento a smontare il forno del laminatoio dopo alcune ore di lavoro. Trovo strano che sia precipitato nel vuoto visto che la passerella era protetta da un robusto parapetto. Non vorrei che la causa della morte fosse da addebitare ad un improvviso malore. Ma è troppo presto per azzardare ipotesi. Aspettiamo, innanzitutto, i risultati dell’autopsia e le conclusioni delle indagini condotte dagli ispettori dello Spisal. Per il momento noi dell’azienda non possiamo fare altro che porgere le più sentite condoglianze alla famiglia della vittima ma, nello stesso tempo, dobbiamo anche ribadire che, nello stabilimento di riviera Francia, era ed è tutto a posto per quando riguarda le misure di sicurezza. Tra l’altro, in questi giorni, siamo in ferie e la produzione è sospesa». A parlare così è Alessandro Banzato, amministratore delegato delle Acciaierie Venete, figlio di Gianfranco e nipote di Marcello, fondatore, nel 1957, dell’attuale impero economico nel settore dell’acciaio, con stabilimenti anche a Sarezzo e Mura, in provincia di Brescia.

Anche il sindacato prende immediatamente posizione nei confronti della tragedia accaduta l’altra notte. «L’infortunio mortale è accaduto in un periodo in cui gli incidenti sul lavoro sono in calo sia nel Veneto che nelle altre regioni della penisola», sottolineano Gianni Castellan e Sandro Barbiero, della segreteria provinciale della Cisl-Meccanici, «sia perché nelle fabbriche, a causa della crisi, si lavora di meno e sia perché, effettivamente, dopo gli interventi più qualificati da parte degli Spisal, dall’Inail e dagli stessi imprenditori, gli infortuni sono meno numerosi che in passato. Per quanto riguardo la morte dell’egiziano, attendiamo anche noi i risultati delle cause del decesso e ci impegniamo a chiedere all’azienda nuove e più efficaci misure di sicurezza se emergeranno responsabilità a carico delle Acciaierie».

Di stampo diverso il commento del segretario generale della Cgil. «Naturalmente anche noi della Cgil attendiamo con ansia le cause dell’infortuno mortale» dice Christian Ferrari, «ma già adesso vogliamo inviare un doppio messaggio. Il primo è l’invito alle aziende di non comprimere mai i costi sulla sicurezza anche in tempi di crisi. Il secondo lo rivolgiamo alle forze politiche, che non devono mai abbassare la guardia per tutelare meglio la salute dei lavoratori».

Felice Paduano

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