La Sinloc scommette sull’ex Configliachi Quattro sopralluoghi per avviare l’acquisto
la trattativa
La società che ha bussato alla porta degli amministratori dell’Istituto per non vedenti Luigi Configliachi due mesi fa per acquisire l’intera area della sede dell’Arcella, in via Guido Reni (chiusa da 10 anni), è la Sinloc (Sistema iniziative locali). Ossia la società padovana nata negli anni ’90 con sede centrale in via Gozzi, amministrata da Antonio Rigon e presieduta da Gianfranco Favaro (il vice è l’ex rettore dell’Università, Gilberto Muraro). Una società nota che, com’è scritto sul sito, «si occupa di consulenza e investimento e promuove lo sviluppo locale anche con studi di fattibilità con consulenze e investimenti diretti in progetti di partneriato, sia pubblico che privato». Negli ultimi dieci anni la Sinloc ha avviato e gestito 28 investimenti per un valore di 36 milioni di euro. Nel solo Veneto è parte attiva in 57 progetti, tra cui in quelli dell’ex caserma Manin a Venezia e del Leroy Merlin, a Padova. Nel mondo economico-finanziario è la società di riferimento di 11 Fondazioni bancarie, tra cui quella di Cariparo.
La Sinloc sarebbe intenzionata ad acquisire l’area del Configliachi, sia quella coperta che quella all’aperto dotata di un grande giardino. Tant’è che, con il pieno consenso del Cda dell’istituto guidato da Angelo Fiocco, i tecnici della società di via Gozzi hanno già effettuato quattro sopralluoghi. La sede dell’istituto di via Reni è attualmente nel totale degrado. L’anno scorso l’area stava per essere acquistata dalla società LagomCase, che faceva parte del gruppo tedesco Pamina ed era rappresentata dall’architetto Francesco Tropea. In base al regolamento, il 14 marzo, fu organizzata un’apposita asta, ma all’importante appuntamento non si presentò neanche la Lagomcase. Come calcolato dall’Agenzia del Territorio, la base d’asta era di 4.426. 000 euro. Un prezzo ritenuto troppo alto anche oggi. La notizia dell’interessamento della Sinloc ha immediatamente provocato l’intervento di tutti quelli che seguono da anni la vicenda del Configliachi abbandonato. «Spero che questa sia la volta buona», osserva Alberto Vitale, della Consulta di Quartiere Nord. «È una vergogna sociale lasciare nel degrado un bene pubblico così grande. Non conosco le intenzioni della Sinloc, ma io in quell’area ci vedrei bene una casa di riposo». —
felice paduano
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