L’amore materno e la percezione sbagliata: così le mamme vedono i figli più magri
Questionario dell’Usl tra le madri padovane: solo un genitore su tre di bambini obesi ritiene che il proprio bambino mangi troppo. La dg Benini: «Serve più consapevolezza sull’obesità»

L’occhio di una madre fatica a riconoscere i chili di troppo del proprio figlio: è il dato più allarmante che emerge dall’indagine “Okkio alla salute”, condotta dal Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Usl 6 Euganea su un campione di 500 bambini di otto anni residenti tra Padova e provincia. Solo una madre su tre di bambini obesi ritiene che il proprio bambino mangi troppo.
L’alterazione della percezione
I numeri presentati dall'azienda sanitaria fotografano una realtà fatta di schermi accesi e percezioni distorte. In provincia di Padova, il 60% delle madri di bambini in sovrappeso e ben l’84% di quelle con figli obesi ritiene che il peso del proprio bambino sia nella norma. Solo una madre su tre, tra quelle con figli obesi, ammette che il piccolo mangi troppo.
«La percezione della situazione corporea dei figli varia in base alla condizione socio-economica, culturale e alimentare della famiglia», spiega il dott. Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione. «In particolare la figura materna tende a percepire il figlio in modo non oggettivo. Per questo è fondamentale un'azione informativa per migliorare l'alimentazione in ogni momento di vita».
Il peso dei fattori sociali
L’indagine rivela come il contesto familiare sia determinante. Se un genitore è obeso, il rischio che il bambino lo diventi sale di 4,7 volte, e la capacità di accorgersi del problema cala drasticamente. Al contrario, un alto livello di istruzione della madre agisce come fattore protettivo, favorendo una visione più realistica dello stato di salute del figlio e una maggiore propensione allo sport (le mamme laureate iscrivono i figli a corsi sportivi tre volte più di chi ha la licenza media).
Abitudini a tavola: luci e ombre
Padova batte la media regionale sulla colazione: il 56% dei piccoli padovani consuma un pasto mattutino adeguato (latte, cereali, yogurt), contro il 53% veneto. Ottimo anche il dato sulle bevande zuccherate: solo l'8% dei bambini le assume quotidianamente, una percentuale decisamente inferiore al 25% regionale.
Le criticità, invece, esplodono a metà mattina e a cena. Due bambini su tre consumano merende inadeguate o saltano lo spunto, mentre il consumo di frutta e verdura resta al palo: solo l’1% dei bambini padovani mangia le 4-5 porzioni giornaliere raccomandate.
«L’obesità in età evolutiva può influenzare lo sviluppo di patologie croniche gravi, dal diabete di tipo 2 ai problemi cardiovascolari e respiratori», avverte la dott.ssa Stefania Tessari, direttore del Sian. «L’indice di massa corporea è lo strumento che utilizziamo per stabilire se il peso è adeguato, ma serve consapevolezza collettiva».
Schermi e sedentarietà: la sfida del movimento
Il tempo libero dei piccoli padovani è sempre più "digitale". Il 68% trascorre fino a due ore al giorno davanti a tablet, tv o smartphone, ma c’è un preoccupante 4% che supera le cinque ore quotidiane. Sebbene il 32% dei bambini vada a scuola a piedi o in bici, la quota di chi pratica sport strutturato almeno due volte a settimana si ferma al 44%. Anche qui, il filtro materno è appannato: il 62% delle madri di bambini fisicamente inattivi è convinta che il figlio faccia movimento a sufficienza.
Il commento della direttrice generale Benini
Sulla questione è intervenuta con fermezza la dott.ssa Patrizia Benini, direttrice generale dell'Usl 6 Euganea, richiamando i genitori a una responsabilità che va oltre l'affetto. «Essere genitori oggi è una sfida senza precedenti», sottolinea la dott.ssa Benini. «Spesso ci concentriamo sulla protezione dei figli dai pericoli esterni, ma dimentichiamo che la difesa più grande risiede nelle abitudini quotidiane. Il ruolo dei genitori è fondamentale come "filtro" critico rispetto alle scelte alimentari e allo stile di vita».
La dg lancia poi un monito sulla natura dell'amore genitoriale: «A volte, l'amore può offuscare la nostra percezione: un bambino che mangia molto ci sembra forte, uno che mangia poco ci preoccupa. Tendiamo a sottovalutare i piccoli strappi alla regola. Avere una corretta percezione non significa essere rigidi, ma imparare a distinguere tra ciò che nutre davvero e ciò che è solo un riempitivo emotivo o commerciale. Il primo passo per un cambiamento reale è la consapevolezza».
L'indagine "Okkio alla salute" non è dunque solo una raccolta di statistiche, ma un appello urgente alla città: per salvare il cuore dei cittadini di domani, bisogna iniziare ad aprire gli occhi oggi.
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