«La solidarietà è però solo l’ultima soluzione»

«La morosità condominiale è sempre esistita e oggi è aumentata per effetto della crisi. C’è però una cosa positiva: la nuova normativa ci dà strumenti più efficaci per agire nei confronti di chi non paga». Andrea Garbo, amministratore e segretario Anaci spiega come l'iter per recuperare i soldi sia diventato prima di tutto più veloce: «Bastano 6 mesi di rate e 500 euro non pagate e il via libera dell'assemblea condominiale per agire», riferisce, «Nel caso di persone indigenti si provvede a piani di rientro rateali. Quindi si procede con decreti ingiuntivi e pignoramenti dell'immobile. La partecipazione attiva degli altri condòmini aggiunge senso di responsabilità, ma impone anche agli stessi proprietari una maggiore conoscenza delle norme. Allo stesso modo, l'amministratore non è più giustificabile se non agisce. Il principio di solidarietà che spesso spaventa è comunque l'ultima istanza. Arriva dopo che anche le società creditrici hanno cercato invano di rivalersi sui morosi. Ritengo che sia più preoccupante una situazione di mancati pagamenti per i palazzi degli uffici, dove le società falliscono e spariscono. È bene tenere presente che quando si acquista in condominio non si diventa solo proprietari di una casa ma c'è un bene edificabile di cui siamo tutti responsabili». (e.sci.)
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