La Tecchio ritrova credito e può pagare gli stipendi

ESTE. Azienda senza liquidità: i clienti pagano i fornitori e gli operai possono rivedere i propri stipendi. È un meccanismo certamente virtuoso quello che ha messo fine alla vertenza sindacale che ha visto protagonista in queste ultime settimane la Tecchio Aerial Platforms di Este, azienda leader del settore con sede ad Ospedaletto Euganeo ma operativa nella città atestina.
La ditta Tecchio, nata nel 1965 e specializzata nella realizzazione di macchinari per il sollevamento (quindi gru di ogni genere) e di piattaforme aeree, vanta un mercato internazionale, collocandosi tra i punti di riferimento del settore nei confini nazionali. Con il calo delle commesse e i problemi di liquidità propri di molte aziende in questo periodo di crisi, anche l’azienda atestina viveva un periodo poco felice. Da più di qualche mese i dieci operai della Tecchio non percepivano stipendio, tanto da incrociare le braccia in segno di protesta e da decidere l’entrata in assemblea permanente dal 10 gennaio.
A sostegno dei lavoratori è arrivata la Fiom Cgil, che ha condotto un accordo esemplare. Accordo che ha coinvolto non solo azienda e lavoratori, ma anche clienti e fornitori. I committenti, infatti, come da accordo si prenderanno in carico la responsabilità di pagare direttamente i fornitori dei vari componenti utilizzati dalla Tecchio, anticipando dunque tutte le scadenze di pagamento.
La liquidità a disposizione dell’azienda, dunque, sarà dirottata verso il pagamento degli stipendi degli operai. Insomma, così facendo l’azienda “respirerà” e gli operai potranno vedere lo stipendio a fine mese.
Commentano i sindacalisti Jean Luc Maron e Andrea Caretti: «Le banche avevano chiuso i rubinetti e la situazione si stava facendo molto difficile, visto che i dipendenti erano senza stipendio da tempo e anche i fornitori non venivano pagati. Fortunatamente ha prevalso il buon senso e alla fine la collaborazione di tutte le parti ha permesso di risolvere la vertenza. Siamo di fronte alla conferma che se si lavora in sintonia tra tutte le parti, anche le situazioni più dure possono essere superate».
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