L'Abbiati a «Il killer di parole» e «Don Giovanni»
Chiarot: «Grande soddisfazione, incentivo per crescere ancora»

Una scena de «Il killer di parole» che ieri ha ricevuto il premio Franco Abbiati
VENEZIA.
Con «Il killer di parole», opera di Claudio Ambrosini commissionata della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, in prima assoluta lo scorso dicembre, il Teatro La Fenice ha vinto il prestigioso Premio Franco Abbiati (premio attribuito dall'Associazione nazionale critici musicali) per la sezione «Miglior novità assoluta del 2010». Alla Fenice è andato un altro riconoscimento, quello per le migliori scene e costumi, allo scenografo Paolo Fantin e alla costumista Carla Teti, autori con Damiano Michieletto del nuovo allestimento di «Don Giovanni». «E' una grande soddisfazione apprendere che la giuria del Premio Abbiati ha attribuito al Teatro La Fenice ben due riconoscimenti - dichiara il sovrintendente Cristiano Chiarot - Questi premi sono per noi un fondamentale incentivo a proseguire in quel lavoro di arricchimento del repertorio e di diversificazione delle proposte culturali che crediamo debba essere il tratto caratterizzante del programma di una fondazione lirica», «Un sentito ringraziamento va a quanti nel teatro hanno condiviso queste scelte e hanno contribuito al raggiungimento di questo significativo risultato». «Oltre che a tutte le nostre maestranze artistiche e tecniche, voglio estendere le felicitazioni a Claudio Ambrosini, al direttore Andrea Molino, al maestro del coro Claudio Marino Moretti, al regista Francesco Micheli, a Nicolas Bovey per le scene, Carlos Tieppo per i costumi e Fabio Barettin per le luci, a tutti i solisti: Roberto Abbondanza, Sonia Visentin, Mirko Guadagnini, Valentina Valente, Gianluca Buratto e Damiana Pinti, e ad Alvise Vidolin che ha definito regia del suono».
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