«L’auto poteva falciare altre vite»

OSPEDALETTO EUGANEO. «Ringrazio solo Dio che in quell’incidente non ha perso la vita qualche altro giovane oltre a mio figlio». È una testimonianza forte quella di Fernanda Pozza, la madre di Francesco Montesin, l’operaio di 26 anni che sabato notte è morto in un incidente stradale sulla “Padana Inferiore”. A renderla pubblica è don Lorenzo Trevisan, già parroco dei Dossi e amico della famiglia Montesin, che dopo la tragedia ha voluto far visita ai parenti di Francesco.
Nel corso del funerale di un anziano, celebrato ieri mattina a Merlara, il sacerdote ha voluto testimoniare nel corso dell’omelia il valore dell’altruismo di Fernanda: «La madre di Francesco ha dimostrato uno spirito e una fede che non possono che insegnare. Nel disperarsi per la morte del figlio, invece che prendersela con Dio lo ha ringraziato perché nessun altro, in quell’incidente lungo la Sr 10, ha perso la vita. Se qualche altra persona fosse morta per colpa della sbandata della macchina del figlio, il dolore sarebbe stato troppo grande da affrontare».
Intanto non è ancora arrivato il via libera dalla Procura per lo sblocco della salma del ventiseienne: «Stiamo ancora aspettando notizie. Senza quelle non possiamo procedere con l’organizzazione del funerale. Speravamo di preparare l’ultimo saluto a Francesco già oggi, ma credo che dovremo attendere un altro giorno», spiega il fratello minore Federico. Francesco aveva 26 anni e lavorava in un maglificio di Dossi. È morto sabato notte in via Roma a Saletto, dopo una sbandata con la sua Fiat Punto in cui è rimasta coinvolta anche una famiglia bosniaca. Viveva in via Vallacon Nord ad Ospedaletto Euganeo, con papà Ignazio, mamma Fernanda e il fratello Federico. (n.c.)
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