L'omicidio Fioroni arriva in Cassazione

Elena Fioroni
Sarà il 10 febbraio l'udienza in Cassazione per Gian Luca Cappuzzo, condannato per l'omicidio della moglie, Elena Fioroni. A gennaio del 2010 la Corte d'Assise d'Appello aveva confermato i 26 anni di reclusione inflitti dalla Corte d'Assise di Padova il 29 aprile 2008 al medico che la sera dell'8 febbraio 2006 uccise la moglie trentunenne con un'iniezione di veleno, nella villetta di Voltabarozzo. Al momento non è ancora stato pagato il risarcimento stabilito in primo grado. Il ricorso in Cassazione era stato depositato dal legale di Cappuzzo, Giovanni Chiello. Un ricorso che punterà sulla perizia psichiatrica che ha sempre considerato il 40enne specializzando, capace di intendere e volere, sulla perizia relativa alle cause della morte e sulla premeditazione. La difesa mira a dimostrare che Gian Luca non fosse in sé quella sera, e che mai avesse pensato e pianificato l'omicidio di sua moglie. Ma che tutto fosse dettato da un raptus. Per sviare le indagini, Cappuzzo quel giorno aveva simulato il suicidio della stessa, deponendo il cadavere nella vasca da bagno, tagliuzzandone i polsi con una lametta. E aveva perfino fatto partire falsi sms dal cellulare di Elena, quando era già morta. In Appello l pg Bruni aveva ritenuto che non sussistessero gli estremi per considerare le attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti: uso del veleno, premeditazione e rapporti di parentela.
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