Lorenzo Veneziano le sue Madonne insieme a Vicenza

Lorenzo Veneziano e Fogolino: la pala dalla Vergine dell’Umiltà alla Madonna delle Stelle esposta da venerdì a Palazzo Thiene a Vicenza
Una mostra che unisce Vicenza, Verona e Trieste sotto l'egida della pittura veneziana: «Lorenzo Veneziano a Santa Corona. Dalla Vergine dell'Umiltà alla Madonna delle Stelle» sarà inaugurata venerdì alle 18.30, ospite di Palazzo Thiene, sede storica della Banca Popolare di Vicenza, dal 16 aprile al 29 maggio 2011. L'esposizione è organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Verona, Rovigo e Vicenza, in collaborazione con i Musei Civici di Vicenza e punta i riflettori sull'appena restaurata pala delle Madonna delle Stelle della chiesa di Santa Corona; restauro che ha definitivamente confermato in Lorenzo Veneziano il suo primo esecutore. Dal '300 al '500 il dipinto, oggetto di grande culto, fu notevolmente modificato: si passò dall'immagine trecentesca della Vergine dell'Umiltà di Lorenzo Veneziano alla Madonna delle Stelle ad opera di Marcello Fogolino. L'intervento del Fogolino trasformò la tela in una grande pala centinata, dove, nella parte inferiore, comparve una veduta di Vicenza del primo Rinascimento. In qualche modo il Fogolino sembra volesse ribadire il primato, confermare lo stretto legame tra la città e la Madonna, in nome di quella vocazione mariana che la contraddistingue. Basti pensare che Vicenza dovrebbe avere in San Vicenzo il suo Patrono, mentre è proprio la Madonna di Monte Berico, che si festeggia l'8 settembre, la Patrona della città. Anche Lorenzo di Nicolò, detto il Veneziano, e già nel '300, si fece portavoce del culto mariano, ed è proprio il Veneziano il trait d'union che collega Vicenza alla città scaligera e all'antica Tergeste. Il Veneziano fu il primo propagatore di quell'iconografia che accomuna le altre due opere presenti all'esposizione: la Madonna del Rosario di Sant'Anastasia di Verona e la Madonna dell'Umiltà di Trieste. Lorenzo Veneziano fu uno dei maggiori protagonisti del panorama figurativo della seconda metà del Trecento. Grande innovatore, coniugò la tradizione della pittura veneziana, a cui deve la sua formazione, con la cultura figurativa francese. I nuovi temi iconografici da lui proposti, come quello della Madonna dell'umiltà, nacquero infatti alla corte papale di Avignone e furono particolarmente cari all'Ordine dei Domenicani. All'immagine tradizionale, che mostra la Vergine allattante umilmente adagiata a terra su un prato fiorito, egli aggiunge gli attributi che qualificano Maria come Donna dell'Apocalisse, vestita di sole, incoronata da dodici stelle e nell'atto di calpestare una falce di luna. Anche in campo tecnico il Veneziano si qualifica come sapiente sperimentatore, alla continua ricerca di preziosi effetti cromatici che si apprezzano tanto nella straordinaria trasparenza delle lacche quanto nell'originalissima tecnica di applicazione della foglia d'oro e dell'uso di supporti in tela di lino. La tela della Madonna del rosario, raffigurante la Madonna dell'umiltà, fu realizzata per essere posta sul tramezzo della chiesa veronese intitolata a san Pietro martire, tradizionalmente conosciuta come sant'Anastasia, assieme alla grande croce stazionale, altra prova insigne di Lorenzo Veneziano, ora nell'abbazia di San Zeno. Eseguita attorno al 1359, la tela venne commissionata da Cangrande II della Scala e da sua moglie Elisabetta di Baviera, inginocchiati in preghiera e introdotti al cospetto della Vergine dai santi Domenico e Pietro martire. Mentre il dipinto «Madonna dell'umiltà e donatrice», Trieste, Chiesa di Santa Maria Maggiore, venne donata alla Chiesa nel 1993 dalla famiglia de Totto di Capodistria. La mostra, ad ingresso libero, è aperta nei giorni: giovedì - venerdì - sabato dalle ore 15 alle 19; e la domenica dalle ore 10 alle 19.
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