Malattia pericolosa per giovani e bambini

Profilassi con antibiotici per i conviventi e i compagni di scuola: l’incubazione da due fino a 10 giorni
ALLEGRANZI CONEGLIANO VACCINAZIONE MENINGITE conegliano meningite..giavera mingotto pietro
ALLEGRANZI CONEGLIANO VACCINAZIONE MENINGITE conegliano meningite..giavera mingotto pietro

La meningite può essere pericolosa soprattutto quando colpisce giovani e bambini. In Italia si registra un aumento delle infezioni: secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2013 sono stati 1.203 i casi in totale, contro i 997 registrati nel 2012 e i 931 del 2011. «La malattia nel nostro Paese rimane rara e si contrasta attraverso i vaccini somministrati nell’infanzia» spiega Annamaria Cattelan, responsabile del reparto di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera di Padova; «Le meningiti batteriche sono le forme più gravi, nelle quali la tempestività di diagnosi e cura è fondamentale; al contrario, le forme virali sono spesso benigne e risolvono spontaneamente nell’arco di pochi giorni». Meningite significa infiammazione delle membrane che rivestono il tessuto cerebrale: le meningi. «Quando si scatena un’infiammazione significa che, in risposta all’ingresso di batteri o virus, vengono richiamati i globuli bianchi per combattere la malattia», spiega la dottoressa Cattelan. Le meningiti batteriche acute sono causate dal Neisseria meningitidis, lo Streptococcus pneumoniae e l’Haemophilus influentiae. La Neisseria meningitidis (ovvero il meningococco) alberga nel naso e nella gola di portatori sani (2-30% della popolazione). Un altro batterio che spesso causa la malattia è lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) che si trasmette per via respiratoria ma lo stato di portatore è comune (5-70% della popolazione adulta). Infine, L’Haemophilus influenzae b (emofilo o Hi) era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni ma con l’introduzione del vaccino esavalente i casi si sono ridotti. Per quanto riguarda i virus, quelli che tendono a infettare il tessuto del cervello sono gli enterovirus e gli Herpes virus. «Per la meningite meningococcica la trasmissione avviene per inalazione di goccioline di secrezioni infette, per esempio attraverso la tosse e gli starnuti» specifica il medico «Per quanto riguarda la forma pneumococcica, generalmente essa si sviluppa per diffusione da focolai vicini alle meningi come otiti, mastoiditi, sinusiti, e così via». In caso di contatto diretto sospetto, la prevenzione prevede l’assunzione di antibiotici. E’ raccomandata per il meningococco e Haemophilus. Per limitare il rischio è importante che i contatti stretti dei malati effettuino la profilassi con antibiotici. Vengono tenuti in considerazione i conviventi, l’ambiente di studio o di lavoro, le persone che nei sette giorni precedenti hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli) e il personale sanitario. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente. Il periodo di incubazione della malattia è da 2 fino a 10 giorni.

Elisa Fais

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