Merlara ritorna a piangere ieri è morta nonna Dina

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La “tregua” è purtroppo finita. Alla “Pietro e Santa Scarmignan” i lutti hanno ripreso a riempire le giornate della casa di riposo, che per qualche giorno era stata risparmiata dagli effetti più tragici del coronavirus. Nelle ultime ore, nel centro anziani di via Roma, è mancata Dina Boscarollo. È la vittima numero ventiquattro in appena tre settimane di emergenza.
L’anziana aveva 95 anni, era originaria di Urbana ed era ospite della struttura dall’estate 2017. Arrivava da una famiglia molto numerosa e aveva sempre lavorato nei campi con il marito. Era vedova dal 2003 di Amelio Garola. L’anziana lascia le figlie Lia, Assunta, Donatella, ma anche sette nipoti. L’addio a Dina verrà dato oggi, alle 16, in forma privata nel cimitero di Urbana. «È difficile non avere un ricordo di Dina, una signora molto benvoluta in paese», la ricorda il sindaco Michele Danielli. «Quando passavi davanti a casa sua era sempre pronta a salutarti. Lo faceva con tutti. Ci mancherà davvero molto». «La sua solarità è sicuramente quello che ci porteremo sempre nel cuore» sono le parole della figlia Donatella. «Ci dispiace davvero che non si possa celebrare un vero funerale: sicuramente avrebbe partecipato tutto il paese, tanto era l’affetto verso nostra mamma».
Quello della signora Boscarollo è il ventiquattresimo decesso dal 14 marzo ad oggi: tre settimane “nere” per la “Scarmignan”, dove l’emergenza era in realtà scoppiata una settimana prima. Risale infatti all’8 marzo il primo contagio rilevato nella struttura del paese, con conseguente ricovero dell’ospedale al Covid Hospital di Schiavonia: la donna che era risultata positiva al Covid-19, fortunatamente, è rientrata in casa di riposo nei giorni scorsi. Il 14 marzo aveva quindi perso la vita Nerone Ugo Melato, storico vigile urbano di Borgo Veneto, e da lì la serie di decessi non si è più fermata. Gli anziani morti in queste settimane sono stati ricordati nuovamente da don Lorenzo Trevisan, ieri mattina, nella messa domenicale che celebrava anche la Festa delle Palme. La celebrazione è stata seguita in diretta Facebook da molti parrocchiani. Pur nella memoria e nel lutto, alla “Scarmignan” – dove attualmente risiedono 48 ospiti – c’è la forte voglia di ripartire.
Nei giorni scorsi un gruppetto di anziani ha ripreso a pranzare nel refettorio e a passare qualche ora di socialità nella sala della televisione, quasi in un clima di eccitazione e di incredulità, tanto era lontana quell’abitudine. Sono entrate anche alcune volontarie: una di queste era un’estetista che si è presa cura dei piccoli desideri estetici delle donne che vivono alla “Scarmignan”. E poi c’è la solidarietà, motore fondamentale che non ha mai smesso di far muovere la vita di questa struttura. L’Azione Cattolica di Padova – solo per citare le ultime iniziative – ha fatto dono alla struttura di due tablet per favorire le chiamate tra ospiti e familiari. Una fioreria locale si è offerta di abbellire, colorare e profumare gli ambienti della casa di riposo con fiori primaverili. Un professionista del settore medico ha donato prodotti per la sanificazione. Nelle ultime ore è inoltre entrata a pieno regime la tenda della Protezione civile per garantire ingresso e uscita in sicurezza alla e dalla struttura. A Merlara si attende una nuova e duratura tregua e, ancor più, una fine a tutto questo dolore. —
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