«Mi hanno puntato la pistola alla testa»

Doveva essere una serata di divertimento, una festa di fine estate con grigliata tra amici. Ma per Valentina Vendramin, 40 anni di Paese (Treviso), la serata si è trasformata in un incubo da cui fatica ancora a risvegliarsi. «Sono sconvolta e ancora molto spaventata per tutto quello che è successo. Mi hanno puntato la pistola contro, mi hanno detto di uscire dalla macchina. Per fortuna non sono stati violenti».
Poche parole, quelle di Vendramin, consigliere comunale di opposizione a Paese con il Partito Democratico, di professione istruttore gestionale al Centro per l’impiego della Provincia di Treviso, che immortalano però le fasi salienti della rapina di cui è stata vittima mercoledì sera a Noventa Padovana.
Lo choc è ancora forte e per superarlo servirà del tempo. «Non è stata una bella esperienza», continua pesando le parole. Valentina Vendramin ha avuto notizia dalla polizia dell’arresto di uno dei due banditi al termine dell’inseguimento tra le vie di Padova. «La mia Fiat 500 è andata distrutta dopo che i rapinatori hanno speronato l’auto della polizia», aggiunge la quarantenne di Paese. Nelle prossime ore la donna potrebbe essere risentita in Questura con l’obiettivo di fornire elementi utili alle indagini, in particolare in relazione all’identità del complice di Balducci.
«La solidarietà mia e della comunità di Paese al consigliere Vendramin per i brutti momenti che ha vissuto. Fatti come questi vanno puniti in modo esemplare. Non è possibile che una persona non si senta sicura di girare tranquillamente in macchina e che rischi di essere rapinata». Sono le parole del sindaco di Paese, Francesco Pietrobon, appena venuto a conoscenza della rapina che ha visto come vittima il consigliere di opposizione, alla sua prima esperienza con il Pd in consiglio comunale. «Spero che questi episodi facciano cambiare idea ai buonisti per partito preso», aggiunge Pietrobon, «E che il rapinatore arrestato sia un italiano fa ancora più impressione».
Rubina Bon
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