Sempre più gatti abbandonati a Monselice, le associazioni: «Non abbiamo più posto»

Il consigliere Duse: «Dal Comune alla Regione servono interventi strutturati». Mirka Sturaro, presidente di Mano 4 Zampe Odv: «Le adozioni sono ferme: se trovate un gattino abbandonato, non chiamatemi più»

Giada Zandonà
Le associazioni denunciano il problema dell'abbandono dei gatti
Le associazioni denunciano il problema dell'abbandono dei gatti

«Questo sarà l’ultimo micio che recupero. Non ho più posto, le adozioni sono ferme. Se trovate un gattino abbandonato non chiamatemi più».

Lo sfogo di Mirka Sturaro, presidente dell’associazione Una Mano 4 Zampe Odv, riaccende i riflettori su una situazione che, da anni, si regge quasi esclusivamente sul volontariato. Un problema che non riguarda solo lei, ma tutte le persone che ogni giorno si occupano delle colonie feline e dei gatti abbandonati nel territorio.

L’ultimo recupero è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì, quando Sturaro ha soccorso l’ennesimo cucciolo trovato a Monselice. Ma questa volta, racconta, non c’è più spazio per accogliere altri animali.

Tra la gestione di dieci colonie feline, i gatti in stallo da accudire, le pulizie, le cure veterinarie e le adozioni sempre più difficili da trovare, il carico è diventato insostenibile. «Aiuti? Zero», scrive sui social, chiedendo che il suo numero di telefono non venga più fornito a chi segnala gatti in difficoltà.

Una realtà ben nota a chi opera nel settore. Il recupero degli animali, le cure, la ricerca di famiglie adottive e il controllo delle colonie finiscono spesso sulle spalle di pochi volontari che investono tempo e risorse per sopperire a un sistema che fatica a dare risposte strutturate.

Sul tema interviene il consigliere comunale Filippo Duse, che chiede un intervento da parte delle istituzioni. «Non è più sostenibile demandare a pochi cittadini di buona volontà la responsabilità di gestire un problema che riguarda il benessere animale, ma anche la salute pubblica, l’igiene e la sicurezza stradale» dice. Secondo Duse serve innanzitutto investire nella prevenzione, con campagne per sensibilizzare i proprietari sull’importanza della sterilizzazione e agevolazioni per chi decide di ricorrere all’intervento.

«Sterilizzare un animale è una responsabilità verso la comunità». Il consigliere propone inoltre di costruire una rete stabile tra Comune, Usl, associazioni e volontari, individuando procedure condivise e spazi destinati all’accoglienza temporanea dei gatti recuperati.

L’obiettivo è evitare che ogni emergenza venga affrontata esclusivamente da chi, per passione, decide di intervenire. Tra le proposte, anche quella di valutare percorsi di inclusione lavorativa per chi svolge quotidianamente questo servizio, riconoscendo il valore dell’attività.

Per Duse il randagismo felino non può più essere affrontato come una successione di emergenze. «La situazione è un indicatore della capacità di un territorio di prendersi cura della comunità», conclude, «chiediamo al Comune di Monselice, alla Provincia e alla Regione di affrontare il problema con una visione di lungo periodo, risorse dedicate e un modello organizzativo stabile, che garantisca risposte efficaci senza lasciare tutto il peso sulle spalle dei volontari».

 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova