Montegrotto, pazienti al freddo fuori dall’ambulatorio: l’Auser apre il pulmino come sala d’attesa

A Montegrotto Terme anziani e persone fragili attendono anche ore all’aperto, sul marciapiede, prima dell’apertura dell’ambulatorio medico. Con il freddo invernale l’Auser è intervenuta mettendo a disposizione un pulmino per offrire riparo

Federico Franchin
L'attesa al freddo
L'attesa al freddo

Pazienti in attesa sul marciapiede, al freddo e al gelo, anche per più di un’ora, prima ancora dell’arrivo del medico. Succede a Montegrotto Terme, in largo Traiano, dove ormai con frequenza si ripete la stessa scena davanti all’ambulatorio della dottoressa Anna Businaro. Una situazione che riguarda soprattutto persone anziane e fragili e che, con l’abbassarsi delle temperature, è diventata sempre più difficile da sopportare, tanto da spingere l’Auser locale a intervenire concretamente per offrire un minimo di riparo.

A raccontare quanto accade è Silvio Nardo, referente dell’associazione: dopo essersi accorto della presenza costante di persone in attesa all’esterno dell’ambulatorio ha deciso di mettere a disposizione il pulmino Auser, trasformandolo di fatto in una sala d’aspetto improvvisata.

«Ho visto più volte anziani in piedi sul marciapiede, con il freddo pungente, senza un posto dove sedersi o ripararsi. È una situazione che non si può ignorare», spiega. Il motivo è legato all’organizzazione delle visite. «La dottoressa non fa prenotazioni, ma lascia libero accesso ai pazienti. Il suo ambulatorio apre, per esempio, con il turno pomeridiano alle 16, ma i posti sono pochi e per questo le persone arrivano molto presto per assicurarsi il proprio turno», racconta Nardo.

Il risultato è che l’attesa comincia diverse ore prima dell’apertura effettiva dell’ambulatorio. Il meccanismo è sempre lo stesso. All’esterno dell’ambulatorio viene affisso un foglio sul quale i pazienti possono iscriversi per segnare il proprio turno. La porta, però, rimane chiusa e non è consentito l’accesso alla sala d’attesa interna. Così c’è chi arriva già all’una e mezza o alle due del pomeriggio, si segna e poi è costretto ad attendere fino alle 16, spesso anche oltre, restando in strada. «Succede che ci siano molte persone ad aspettare al freddo, con queste temperature, al gelo. Non ci sono sedie, non c’è riparo, e se piove o nevica la situazione peggiora ulteriormente», sottolinea il responsabile Auser.

Una condizione che pesa soprattutto su chi ha più difficoltà a stare in piedi a lungo o a sopportare il freddo. «Parliamo di anziani, di persone con problemi di salute, di soggetti fragili. Aspettare anche due ore all’aperto, in piedi, non è dignitoso», aggiunge il referente. Da qui la decisione di intervenire. «Quando vedo che c’è gente che aspetta, metto a disposizione il pulmino dell’associazione per far stare i pazienti in coda almeno in un ambiente coperto e più caldo che non all’aperto. È una soluzione tampone, certo, ma serve a ridurre un disagio evidente. Lo farò ogni volta che mi verranno segnalate situazioni simili», afferma Nardo, sottolineando il valore pratico e umano del gesto.

Nessuna accusa, però, nei confronti della professionista: «Non ci sentiamo di gettare la croce addosso alla dottoressa. È molto brava, attenta e disponibile con i pazienti. La nostra non è una critica, ma un consiglio», precisa.

Sulla vicenda interviene anche la dottoressa Anna Businaro, che chiarisce la propria posizione: «È una scelta dei pazienti arrivare molto presto. Io dico sempre di presentarsi all’apertura dell’ambulatorio, perché c’è spazio per tutti. Garantisco una visita ogni dieci minuti e proprio per favorire chi ha necessità ho scelto l’accesso libero, senza appuntamento», spiega. La dottoressa precisa inoltre di non poter aprire prima l’ambulatorio, vivendo a oltre 20 chilometri da Montegrotto: «Apro quando inizia il mio turno. Se ci fosse una persona di fiducia disposta ad assumersi la responsabilità di aprire prima, ben venga, ma non è semplice trovare chi sia disponibile». —

 

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