Truffata da finti operatori bancari: spariscono 50 mila euro dal conto
Una correntista padovana di Ing Bank è caduta in una sofisticata truffa bancaria dopo una telefonata apparentemente proveniente dall’istituto di credito. In pochi minuti le sono stati sottratti quasi 50 mila euro

Tutto è partito con un avviso di transazione sospetta. Poi una telefonata arrivata dal numero abituale della banca. Quindi, l’incubo: con il conto che si svuota in pochi minuti. È così che una correntista “Ing Bank” padovana è caduta in una truffa bancaria che le ha fatto sparire quasi cinquantamila euro.
Una vicenda che, a distanza di mesi, si è però chiusa con un recupero quasi totale della somma grazie all’assistenza dell’associazione Codici, che si occupa di diritti dei consumatori.
La modalità d’azione
Secondo quanto ricostruito dall’associazione, la donna è stata contattata da presunti operatori dell’istituto di credito, che l’hanno informata di un pagamento disposto verso l’estero. Una modalità in un primo momento credibile, perché in passato aveva già ricevuto comunicazioni simili dalla banca.
La situazione ha iniziato a insospettirla quando, nel corso della chiamata, è subentrato un secondo interlocutore che l’ha avvisata dell’invio di ulteriori aggiornamenti attraverso l’indirizzo mail.
Accedendo alla posta elettronica e all’home banking, la correntista ha scoperto che dal conto erano già stati sottratti circa 41 mila euro attraverso pagamenti Cbill, PagoPa e bollette, oltre a circa 8 mila euro tramite operazioni effettuate con le carte di credito.
Spariti nel nulla: la denuncia
A quel punto le comunicazioni con i finti operatori si sono interrotte. Un nuovo controllo ha rivelato l’accesso di due dispositivi sconosciuti al conto. La donna ha immediatamente bloccato tutto e, nel giro di poche ore, ha sporto denuncia in Questura. Da lì è iniziato l’intervento dell’associazione dei consumatori. In una prima fase Ing ha respinto il disconoscimento delle operazioni e la richiesta di rimborso presentata dalla cliente.
L’associazione ha quindi promosso un ricorso all’arbitro bancario finanziario. Di fronte alla documentazione e alla ricostruzione dei fatti, la banca ha dovuto riconoscere le ragioni della correntista. Lo stesso istituto ha di conseguenza disposto il rimborso di circa 47 mila euro, ossia la quasi totalità del denaro sparito dal conto.
L’associazione dei consumatori
«Siamo molto soddisfatti dell’esito del nostro intervento per due motivi», riflette Ivano Giacomelli, segretario di Codici. «Prima di tutto – aggiunge – c’è la somma considerevole che la nostra assistita ha potuto riavere, quasi il totale di quanto le era stato sottratto in modo fraudolento. In seconda battuta il rimborso è stato disposto direttamente dalla banca, che ha riconosciuto le nostre ragioni».
Resta aperta un’ulteriore azione per recuperare la parte residua, poco meno di duemila euro. La frode risale ad agosto, mentre la comunicazione del rimborso è arrivata a novembre. Tempi che, secondo Codici, segnano un cambio di passo nella gestione di questo tipo di casi e confermano l’importanza di denunciare e attivarsi subito dopo una truffa bancaria. Non risulta che i responsabili del raggiro siano stati invece individuati. —
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