A Montegrotto la piscina dei record profonda 44 metri: «Sarà piena in 12 giorni»

Il primo litro d’acqua è entrato in Phi12, struttura che sta sorgendo all’interno del complesso dell’hotel Millepini di Turri di Montegrotto. Saranno contenuti 4,7 milioni di litri di risorsa termale

Federico Franchin
La cerimonia con cui si è aperta l’acqua per riempire la grande piscina di Phi12 a Turri
La cerimonia con cui si è aperta l’acqua per riempire la grande piscina di Phi12 a Turri

Il primo litro d’acqua è entrato in Phi12, struttura che sta sorgendo all’interno del complesso dell’hotel Millepini di Turri di Montegrotto. È il momento che segna il passaggio dal cantiere alla fase delle prove tecniche per la nuova struttura ideata dall’architetto Emanuele Boaretto, destinata ad affiancare Y-40 The Deep Joy e ad aprire nuove possibilità per ricerca, formazione, soccorso, industria, cinema.

Phi12 nasce come evoluzione di Y-40, ma con dimensioni ancora più importanti. Il grande cilindro ha un diametro di 12 metri e raggiunge una profondità superiore ai 44 metri. Al suo interno saranno contenuti circa 4,7 milioni di litri d’acqua, che, sommati ai 4,3 milioni di Y-40, porteranno a circa 9 milioni di litri il volume complessivo delle due strutture.

Investimento notevole

Per realizzare Phi12 è stato necessario un investimento di circa 15 milioni di euro, superiore ai circa 10 milioni spesi per Y-40. I costi sono aumentati in corso d’opera soprattutto a causa dell’incremento dei costi dei materiali dovuto agli scenari di crisi internazionali. Il riempimento è iniziato il 10 agosto, nella notte di San Lorenzo.

Il primo litro d’acqua entra in PHI12: a Montegrotto nasce la piscina profonda oltre 44 metri

Un momento accompagnato dalla musica del violinista Andrea Casta, che ha eseguito in anteprima “Awake”, brano in uscita a settembre e destinato ad avere Phi12 come ambientazione del videoclip. L’acqua inizialmente utilizzata non è ancora quella termale.

Si tratta dell’acqua di falda, che viene lasciata entrare dopo essere stata tenuta all’esterno della struttura. Questa prima fase serve a verificare il comportamento dell’opera, collaudare gli impianti e controllare le grandi superfici trasparenti. Per riempire Phi12 serviranno circa 4.700 metri cubi, cioè 4,7 milioni di litri d’acqua. L’operazione durerà quasi dodici giorni, senza interruzioni, 24 ore su 24, con telecamere e personale specializzato.

«La fase di collaudo è iniziata nel primo istante in cui si è invertito il sistema usato finora per tenere all’esterno l’acqua di falda», spiega Boaretto. «In questa fase la temperatura viene mantenuta tra i 20 e i 25 gradi per evitare shock termici al calcestruzzo. Successivamente l’acqua sarà sostituita gradualmente con quella termale salsobromoiodica, che sgorga a 86-87 gradi e verrà portata alla temperatura di esercizio, tra i 32 e i 34 gradi».

Piscina, ricerca, soccorso

Una delle caratteristiche più particolari di Phi12 è che la profondità potrà essere vissuta anche da chi non si immerge. La struttura sarà aperta verso il cielo, permettendo anche di movimentare dall’alto grandi attrezzature e scenografie.

A cinque metri di profondità sarà realizzata una vetrata ad anello, attraverso la quale sarà possibile osservare le attività subacquee. Ci sarà inoltre un ascensore panoramico, progettato per scendere nella piscina seguendo la velocità di subacquei e apneisti.

Un modo per vivere l’immersione restando all’asciutto. Phi12 è stata pensata anche come laboratorio. La struttura potrà ospitare formazione ed esercitazioni di gruppi di soccorso e forze armate, con spazi predisposti per le loro attrezzature. Potrà essere utilizzata anche per la ricerca sul comportamento del corpo umano in immersione, per test scientifici e industriali e per attività in ambito aerospaziale. Integrerà anche gli Y-40 Studios, ampliando le possibilità cinematografiche.

Cantiere fuori scala

I numeri del cantiere raccontano la difficoltà dell’opera. Per realizzare una struttura equivalente a un edificio di dodici piani sono stati montati circa due chilometri di ponteggi. Le superfici in vetro acrilico raggiungono circa 140 metri quadrati, con elementi dal peso compreso tra 2,6 e 2,8 tonnellate. Ora, con l’acqua che entra per la prima volta nella struttura, Phi12 affronta la fase decisiva.

Dopo i collaudi e le verifiche tecniche, l’obiettivo è arrivare all’apertura prevista per la fine dell’autunno, trasformando un progetto ambizioso in uno spazio destinato a cambiare il modo di vivere e utilizzare la profondità.

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