Ex monastero sui Colli in vendita a 35 milioni di euro

Sul mercato il complesso dei salesiani di Monteortone. Nella vendita sono compresi anche i due hotel San Marco e Mamma Margherita, oggi di proprietà dei religiosi. Un fondo inglese già interessato all’acquisto

Federico Franchin
Il complesso dei salesiani di Monteortone
Il complesso dei salesiani di Monteortone

Trentacinque milioni di euro. È il prezzo con cui il complesso dei salesiani di Monteortone è ufficialmente sul mercato. A svelare la cifra è Lionard Luxury Real Estate, l’agenzia immobiliare incaricata della vendita, che ha pubblicato sul proprio sito la scheda della proprietà. Si parla di un fondo inglese già interessato, ma si è in fase embrionale.

La stessa proprietà viene presentata come un «prestigioso complesso ricettivo» ai piedi dei Colli Euganei. Nel pacchetto sono compresi l’ex monastero, la struttura ricettiva, il centro termale, gli spazi per eventi e convegni e un vasto patrimonio verde. Sono circa 10 mila metri quadrati di superfici interne e 25 ettari di terreno. Ma la vendita non riguarda soltanto Monteortone. Nell’operazione rientrano anche gli hotel San Marco e Mamma Margherita, anch’essi appartenenti ai salesiani. Le proprietà sono tra Abano Terme e Teolo e compongono un patrimonio immobiliare ricettivo e ambientale. I 35 milioni sono riferiti all’intero compendio posto sul mercato.

Nella presentazione, il complesso viene proposto come struttura di lusso e location per eventi e conferenze. La scheda ricorda la storia dell’edificio di Monteortone, costruito sulle mura dell’antico convento degli Eremitani di Sant’Agostino della Beata Vergine Maria di Monteortone, risalente al 1443. È proprio la destinazione di questo patrimonio a preoccupare il comitato spontaneo Monteortone Ex Cima, che ha avviato una raccolta firme ha superato le 500 adesioni, per sensibilizzare istituzioni e cittadini. La stessa associazione ha chiesto che il monastero diventi un luogo del cuore del Fai.

Sul tema interviene Paolo Merlini, di Italia Viva Zona Colli Euganei, che condivide la proposta del comitato di valutare una possibile acquisizione pubblica. «La vicenda della vendita del complesso deve far riflettere l’intera comunità», afferma Merlini secondo cui il complesso è patrimonio dell’intero territorio. «Il bene è un complesso che, giustamente, il nuovo presidente del Parco Colli ha ricordato appartenere a tutto il territorio e come tale va protetto», sostiene. Da qui l’idea di un’acquisizione pubblica con amministrazioni, istituzioni e cittadini. Il timore è il degrado, seguito da interventi legati soprattutto alla valorizzazione immobiliare.

«Beni importanti sono lasciati degradare per poi lasciare spazio agli interessi immobiliari con sfruttamento non consono al contesto», afferma. Il ragionamento si allarga agli immobili che attendono una destinazione ad Abano. Merlini cita l’Hotel Orologio e il suo parco, l’Hotel Regina e l’Hotel Salvagnini. «Sono questioni aperte da affrontare con coraggio, visione e partecipazione», sostiene, «ci vuole un’azione concertata comune assieme alle varie forze sociali ed economiche». L’obiettivo è tutelare il complesso e individuare una destinazione legata alla comunità. «L’uso non può essere quello del resort di lusso, bisogna valutare come questo patrimonio culturale possa diventare della comunità».

 

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