Addio a Silla Lago, la nonna dei televisori: «Al lavoro fino all’ultimo»

Aveva 86 anni, era uno dei volti storici del commercio padovano. Era l’anima del quartiere Forcellini

Flavio Centamore
Silla Lago
Silla Lago

Se n’è andata a 86 anni Silla Lago in Pasquetto, volto storico del commercio padovano e anima del quartiere Forcellini. Dal 1958, anno in cui aprì con il marito Antonio il negozio di elettrodomestici, ha accompagnato la crescita di una città intera, quando la televisione «era una novità come l’intelligenza artificiale oggi» e in zona c’erano ancora campi e un fosso al posto della strada.

Da quella vetrina ha visto nascere il quartiere, cambiare le abitudini, arrivare il boom economico e poi la concorrenza della grande distribuzione. Senza mai fermarsi, tenendo testa ai grandi centri con competenza, prezzi onesti e un lavoro instancabile.

Dopo la morte del marito, nel 1997, aveva promesso di andare avanti e lo ha fatto fino all’ultimo: ogni giorno in negozio, ogni lunedì al cimitero a raccontare al defunto consorte come andavano le cose.

Accanto a lei il figlio Stefano, che oggi la ricorda con commozione: «Era una stacanovista, dalla mattina alla sera in negozio. Non era solo lavoro, era la sua passione. Fino a due settimane fa era ancora lì e il mese scorso guidava la macchina. Aveva un’intraprendenza incredibile e si sentiva investita del compito di portare avanti ciò che aveva costruito con mio padre. Oggi realtà come la nostra sono quasi scomparse, ma lei ha resistito sempre, con tanta dignità».

Una vita fatta di clienti divenuti amici e di un rapporto umano capace di creare fiducia e fedeltà, ben oltre il semplice commercio, diventando punto di riferimento per intere generazioni, del quartiere e simbolo di un modo autentico di fare impresa. Un modo che oggi con ogni probabilità non esiste più.

«Un esempio unico in città di resistenza alla grande distribuzione e di rapporto personale con i clienti. Un’eredità preziosa per tutti noi. Peccato non sia arrivato un riconoscimento ufficiale della città» il commento del consigliere comunale Ubaldo Lonardi. 

 

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