Addio a Brandalise, il professore che insegnava l'arte del pensiero
Si è spento a 76 anni il docente-guru di lettere dell'Università di Padova. Il sindaco Giordani: «Pensatore libero che ha formato intere generazioni»

«L'università deve tornare il luogo in cui si pensa a dare una forma al mondo». Con queste parole, nel giugno 2019, Adone Brandalise salutava i suoi studenti nell'ultima lezione prima della pensione. Oggi, 14 maggio, il professore che per decenni è stato una delle figure più carismatiche dell'Ateneo patavino si è spento all'età di 76 anni, lasciando un vuoto profondo nella comunità accademica e culturale della città.
Nato a Pistoia il 16 giugno 1949, Brandalise aveva legato indissolubilmente il suo percorso a Padova, dove si era laureato in lettere moderne nel 1972. Da allora, per oltre quarant'anni, aveva operato prima nell'Istituto di filologia, poi nel dipartimento di italianistica, scalando tutti i gradini della carriera accademica fino a diventare professore associato di teoria della letteratura.
«C'è ancora bisogno di poesia e pensiero», ripeteva spesso ai suoi studenti, che affollavano le sue lezioni attratti da un approccio alla letteratura che sapeva intrecciare tematiche estetologiche e filosofico-politiche. Non era un caso che fosse considerato il professore-guru di lettere, capace di trasformare l'interrogazione dei testi in un'esperienza formativa totale.
Il sindaco Sergio Giordani ha espresso il cordoglio della città: «Con profondo dispiacere apprendiamo della scomparsa di Adone Brandalise, intellettuale e figura di grande rilievo culturale per Padova e per il nostro paese. Docente, saggista e pensatore libero, ha saputo lasciare un segno profondo nel dibattito culturale e nella formazione di intere generazioni».
Brandalise non si era mai limitato all'insegnamento in aula. Dal 1998 aveva diretto il Master di Studi Interculturali e coordinato l'attività di ricerca del laboratorio collegato. Per quattro anni, fino al 2008, era stato anche direttore del Cirssi (Centro interdipartimentale di ricerca e servizi per gli studi interculturali). Il suo impegno istituzionale lo aveva visto membro del consiglio d'amministrazione dell'Ateneo negli anni '80 e del senato accademico negli anni '90, fino a diventare delegato del Rettore per la promozione delle ricerche interculturali dal 2009 al 2015.
Quella di Brandalise era una voce fuori dal coro nel panorama accademico, capace di coniugare rigore scientifico e passione civile, sempre attento a mantenere vivo il dialogo tra università e città. I suoi studenti lo ricordano per la capacità di rendere la letteratura materia viva, strumento per comprendere e trasformare il presente.
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