E’ morto Ciccio Sicignano, lo storico cuoco dello Zairo
È mancato a 70 anni per le complicazioni di una caduta. Ha gestito diversi locali in città.Si racconta che cucinò rane fritte e pizza ai quattro formaggi per Maradona

È morto, dopo 15 giorni di ricovero in terapia intensiva, Francesco “Ciccio” Sicignano, 70 anni compiuti un mese fa, socio e chef di rango al ristorante Zairo di Padova per decenni, andato in pensione due anni fa.
Fatale è stata una brutta caduta che ha avuto nella sua casa di San Giacomo di Albignasego. Ricoverato in ospedale, non si è più ripreso anche a causa dei gravi problemi cardiaci e di diabete che si portava dietro da tanti anni.
Il cuoco lascia la moglie Immacolata ed i quattro figli Marina, Martina, Cristina e Guido.
Nato a Sant’Antonio Abate, in Campania, Sicignano era arrivato a Padova da giovanissimo e ha fatto le sue prime esperienze lavorative come pizzaiolo da Marechiaro, locale gestito dalla famiglia Mandara, di Agerola, a fianco di Bruno Falcone, fondatore poi assieme al figlio Gaetano del ristorante Chez Maxim in via Montà.
Ha anche lavorato al Falconiere, assieme al futuro socio Franco Filimbeni. Subito dopo ha aperto come co-gestore la pizzeria Serius, in via Cavazzana, sempre assieme a Filimbeni, dove un giorno del 1986, andò a mangiare anche Diego Armando Maradona (e lui gli preparò rane fritte e pizza ai quattro formaggi, raccontano gli amici).
Ma è allo Zairo che Francesco Sicignano è diventato popolare per i suoi piatti speciali, tra cui il più richiesto erano gli spaghetti di Gragnano allo scoglio. Autodidatta, Sicignano ha insegnato la buona cucina a tanti ristoratori padovani. Era amato e stimato da tanti colleghi. Oltre ad essere un maestro in cucina, ha aiutato tante persone che erano in difficoltà, in particolare negli anni del Covid.
Nei suoi 47 anni di società con Franco Filimbeni tra i clienti che hanno apprezzato la sua cucina ci sono stati anche Vasco Rossi, Frank Zappa, Gianni Morandi, i Pooh e tanti altri. Per non parlare dei suoi clienti padovani affezionati, tra cui l’ex sindaco Flavio Zanonato, l’avvocato Alberto Cartia, il medico Carlo Foresta e tanti questori e prefetti che si sono alternati nella città del Santo.
«Per me era come un fratello – racconta Filimbeni – Quanti ricordi e quanti episodi di vita. Non lo dimenticheranno mai». Commosso anche Gaetano Falcone: «È come se avessi perso per la seconda volta mio padre Bruno, con il quale Ciccio ha lavorato per vari anni da Marechiaro», racconta il titolare di Chez Maxim assieme alla sorella Maria. —
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