Padova, droga venduta ai tavoli del bar: licenza sospesa per trenta giorni
Il provvedimento firmato dal questore dopo un’indagine antidroga della Squadra Mobile. Arrestato uno spacciatore all’interno del locale: lo scambio di eroina avveniva sotto gli occhi dei clienti

È scattata nella mattinata di mercoledì 4 febbraio la sospensione per 30 giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande per il bar Nuovo di via dell’Internato Ignoto a Padova. Il provvedimento, firmato dal questore Marco Odorisio, è il risultato di un’articolata attività di indagine antidroga condotta dalla Squadra Mobile, supportata da numerosi controlli delle Volanti.
Dalle verifiche è emerso che il locale era diventato un punto di riferimento per soggetti dediti allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti, oltre che luogo di ritrovo di persone ritenute pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Determinante, in particolare, l’episodio avvenuto nella mattinata del 17 gennaio scorso, quando gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato un cittadino tunisino sorpreso a cedere una dose di eroina a un acquirente italiano proprio all’interno del bar. Lo scambio tra denaro e droga è avvenuto in modo palese: il cliente aveva raggiunto il locale, si era seduto a un tavolo con lo spacciatore e la cessione si è consumata sotto gli occhi degli agenti impegnati nel servizio di osservazione.
Le successive indagini hanno consentito di accertare che il bar rappresentava il luogo abitualmente utilizzato dallo spacciatore per incontrare la clientela e procedere alle cessioni di sostanza stupefacente. Circostanza confermata anche dalle dichiarazioni rese dall’acquirente, che ha riferito agli agenti come il bar fosse notoriamente considerato un luogo “sicuro” per la compravendita di droga.
Oltre all’episodio di gennaio, sono stati valutati anche numerosi precedenti controlli di polizia effettuati nei mesi precedenti. In più occasioni il locale era risultato frequentato da clandestini, pregiudicati o comunque coinvolti in reati legati agli stupefacenti.
In particolare, il 22 agosto scorso la Squadra Mobile ha identificato due cittadini tunisini all’interno del bar: uno con precedenti per spaccio, l’altro irregolare sul territorio nazionale, già destinatario di un decreto di espulsione e denunciato per la mancata ottemperanza all’ordine di lasciare il Paese.
È stato inoltre accertato che la titolare dell’esercizio, una cittadina cinese di 50 anni, non aveva aderito al protocollo d’intesa per la prevenzione di atti illegali e situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, sottoscritto tra le autorità locali e le associazioni di categoria.
Alla luce della situazione di pericolo e del rischio per la salute pubblica, la Questura ha disposto la chiusura temporanea dell’attività per 30 giorni.
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