Morto Gastone Proto, il fondatore del cinema Astra all'Arcella

È morto ieri Gastone Proto, storica figura legata alle sale cinematografiche di Padova. Fondò l’Astra e in seguito sono stati i suoi figli Luca e Marina a continuare la sua strada
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - PREMIAZIONI ALLA GRAN GUARDIA. SINDACO E PREFETTO PREMIANO GASTONE PTORO E FRANCA DECIMA
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - PREMIAZIONI ALLA GRAN GUARDIA. SINDACO E PREFETTO PREMIANO GASTONE PTORO E FRANCA DECIMA

PADOVA. È morto ieri Gastone Proto, storica figura legata alle sale cinematografiche di Padova. Fondò l’Astra e in seguito sono stati i suoi figli Luca e Marina a continuare la sua strada.

Nato a Milano il 20 aprile 1923, nel dopoguerra affianca il padre Gennaro nella gestione di numerose sale cinematografiche a Padova, Trento, Chioggia, Bassano, Rovigo ed altri centri minori. Assieme al fratello Walter lavora anche nel settore della distribuzione cinematografica, portando al successo tanti titoli legati alla produzione americana ma anche a quella dei paesi dell’Est. Si occupa anche di spettacolo e teatro e negli ultimi anni del suo impegno è stato quello di consigliere di amministrazione della Fenice di Venezia. Si è occupato per più di 40 anni dell’attività associativa dell’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e dell’Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) di cui è stato tesoriere, revisore e presidente.

«Diventa presidente dell’Anec Triveneta nel 1994» ricorda Marco Sartore, segretario dell’Agis Triveneta «quattro anni dopo la mia assunzione. Nello stesso periodo io diventavo segretario dell’Associazione, iniziando una frequentazione professionale che da subito si trasformò in amicizia. Seguirono otto anni di viaggio, riunioni, incontri e lavoro che mi consentirono di conoscere Gastone Proto sia sul piano professionale dove l’amore e la conoscenza del suo lavoro ne facevano una figura di assoluta autorevolezza ma anche sul piano umano dove univa una signorilità di tratto e modi, uniti ad una generosità straordinari». «Non potrò scordare» continua Sartore «quanto ho imparato da lui; dalla sua profonda umanità e dal suo modo di relazionarsi a con rispetto, attenzione e capacità d’ascolto. I suoi racconti della lotta partigiana, il suo impegno politico e la sua disponibilità ad aiutare tutti hanno sempre evidenziato qualità morali di assoluto livello. Senza paternalismo sapeva essere paterno e – da buon padre di famiglia – farsi carico di interessi generali».


 

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