Addio a Gianluigi Jessi, pilastro dell’epoca d’oro del Petrarca Basket

Classe 1945, fu protagonista del terzo posto del campionato 1965/66. È la terza leggenda del club ad andarsene in pochi giorni

Nicola Cesaro
Gianluigi Jessi
Gianluigi Jessi

ewfdwefÈ una serie di lutti pesanti quella che sta vivendo la pallacanestro padovana, che in pochissimi giorni ha dovuto dire addio a tre pilastri del movimento e soprattutto a tre dei giocatori che diedero vita al mitico Petrarca del terzo posto in campionato, nel 1965-66, sotto la guida di Aza Nikolic.

È scomparso Gianluigi Jessi, talento petrarchino classe 1945, uno dei protagonisti degli anni d’oro del Petrarca Basket. «Un altro giocatore dal talento cristallino che se ne va in questo mese così duro: il terzo lutto in pochi giorni per alcune delle nostre leggende del Tre Pini», è il messaggio pieno di cordoglio del Petrarca Padova. Jessi se ne va infatti a pochi giorni dalla scomparsa di Giuseppe “Pino” Stefanelli e di Doug Moe, vere icone di quegli anni.

Jessi, “Giangi” per tutti, pur bergamasco di nascita, è stato uno dei giocatori padovani con la carriera più brillante. Con la Nazionale italiana di pallacanestro ha rappresentato l’Italia alle Olimpiadi di Città del Messico 1968 e ha preso parte a due Campionati del Mondo, vestendo i colori azzurri con passione e orgoglio.

 

Lo ricordano dal Petrarca: «Sportivo dai molteplici interessi, Jessi non si è fermato al parquet: ha coltivato la passione per i rally e per il modellismo, dimostrando curiosità ed entusiasmo in ogni ambito». È stato inoltre fondatore del Museo Veneto del Giocattolo, alla Mandria, di cui è stato direttore fino alla fine, lasciando un segno importante anche nella vita culturale del territorio.

Nella sua carriera cestistica, Jessi ha giocato anche per Cus Padova, Partenope Napoli, UG Goriziana. Con la Nazionale maggiore ha giocato 63 match, collezionando 270 punti, e vincendo un argento ai Giochi del Mediterraneo del 1967 e un bronzo agli Europei Under 18 nel 1964.

Il funerale di Jessi si terrà domani, mercoledì 25 febbraio, alle 15 nel santuario di Monteortone.

 

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