Muore a 20 anni volando dal tetto della ditta: l’operaio era in “nero”
Riccardo Valentin Moraru, domiciliato nel Padovano e residente a Loria, non avrebbe avuto un regolare contratto. L’autopsia dovrà chiarire se l’operaio sia deceduto per i traumi riportati nella caduta oppure se sia stato folgorato

Riccardo Valentin Moraru, l’operaio 20enne di origine romena, residente a Loria e domiciliato a Camposampiero, morto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone a Barbarano Mossano, in provincia di Vicenza, stava lavorando senza un regolare contratto.
Valentin era stato assunto “in nero”. La circostanza è emersa nel corso delle verifiche effettuate dopo il drammatico incidente dai funzionari dell’Ispettorato provinciale del lavoro che stanno collaborando con l’Usl 8 e con i carabinieri della compagnia di Vicenza per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro e accertare eventuali responsabilità nella morte del ragazzo.
La procura di Vicenza, con il pubblico ministero Paolo Fietta ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, disponendo l’autopsia sul corpo di Riccardo Valentin.
L’accertamento
L’esame autoptico si terrà giovedì mattina. Il pubblico ministero ha affidato l’incarico al medico legale Vito Cirielli; la famiglia del giovane operaio, rappresentata dall’avvocato Alessandra Bocchi nominerà invece come proprio consulente di parte l’anatomopatologo Giovanna Del Balzo dell’Università di Verona.
L’autopsia, tra le altre cose, dovrà soprattutto chiarire se l’operaio sia deceduto a causa dei traumi riportati nella caduta al suolo oppure se sia stato folgorato da una scarica di corrente elettrica.
Riccardo infatti per evitare di precipitare nel vuoto si sarebbe aggrappato a dei fili della corroponte su cui stava lavorando.
L’incidente che è costato la vita al giovane operaio (che viveva a Camposampiero assieme ad altri colleghi di lavoro) era avvenuto alla “ZinCol Italia spa”, azienda leader nel settore della verniciatura, che ha sede in via Matteotti a Barbarano Mossano.
Nell’area aziendale è in corso la costruzione di un nuovo capannone, per cui la “ZinCol” ha incaricato un’impresa che, a sua volta, avrebbe affidato, in subappalto, alcune opere ad altre ditte.
Le indagini
L’inchiesta dovrà quindi appurare per quale di queste Moraru stesse lavorando il giorno della sua morte. Dai primi accertamenti sarebbe emerso che Riccardo, giovedì 27 agosto (e forse anche in precedenza) sarebbe stato “chiamato” a lavorare da un cittadino romeno; però sempre stando alle prime verifiche il ragazzo non avrebbe avuto un regolare contratto almeno in Italia, ed è tutto da acclarare, quindi, con chi stesse operando e a quale titolo.
Sarà inoltre da verificare se pure altri suoi colleghi fossero stati chiamati a lavorare nel cantiere di Barbarano Mossano senza un contratto in regola. Ora gli inquirenti dovranno appurare chi eventualmente avrebbe dovuto compiere i controlli sui contratti degli operai, oltre al rispetto delle misure di sicurezza all’interno del cantiere.
Gli ispettori dello Spisal in questi giorni stanno dunque analizzando la documentazione acquisita dalle ditte che stanno lavorando nel cantiere in provincia di Vicenza e stanno anche sentendo diversi testimoni presenti alla “ZinCol Italia” al momento in cui si è verificata la tragica caduta che ha portato al decesso del 20enne.
Uno dei sospetti è che Riccardo Valentin fosse stato effettivamente assunto con un contratto di lavoro nel suo Paese di origine, la Romania, ma che quel documento, in Italia, non avesse però alcuna validità.
Nonostante questo il ragazzo, nato a Castelfranco Veneto da una famiglia di origine romena, e ufficialmente residente a Loria (sempre in provincia di Treviso) era finito a Camposampiero per essere impiegato “a chiamata” a seconda dei cantieri che necessitavano di operai.
Intanto i fedeli della chiesa ortodossa di Asolo, che il ragazzo frequentava, hanno avviato una raccolta fondi per aiutare la famiglia a pagare le spese per il trasferimento della salma in Romania, dove avverrà la sepoltura dopo l’autopsia.
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