Niente seconda linea del tram a Padova: finanziamento cancellato

Il senatore Santini (Pd) comunica l'esclusione di Padova: «Visto che non veniva utilizzato, il finanziamento è stato dirottato in un fondo revoche»
CARRAI - PROVE METROBUS ARCELLA CARRAI - PROVE METROBUS ARCELLA
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PADOVA. Sulla linea Voltabarozzo-Stazione-Euganeo non viaggerà né il tram né il filobus. La Legge di stabilità ha infatti definitivamente dirottato altrove i fondi destinati un anno fa alla seconda linea del Sir. Lo conferma il senatore Giorgio Santini, membro della commissione Bilancio a palazzo Madama, nonché relatore della Legge di stabilità, che nei mesi scorsi - di fronte all’intenzione del sindaco di puntare sul filobus, al posto del tram sulla nuova tratta - si era adoperato per verificare al ministero se un cambio di progetto in corsa avrebbe consentito di conservare il finanziamento. Una strada apparsa fin da subito impraticabile. «Con questo tipo di finanziamenti, le risorse che restano inutilizzate vengono convogliate altrove» conferma il senatore democratico che lo scorso anno aveva presentato l’emendamento sulla base del quale erano stati previsti i fondi per il Sir3 «il principio è infatti volto a dare linfa agli investimenti, realizzando le opere immediatamente cantierabili. Per quanto legittimo, il cambio di rotta della nuova amministrazione ha una ricaduta negativa per la città».

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La città del Santo era entrata nel finanziamento per le nuove linee tramviarie assieme a Milano e Venezia. «C’era in ballo una cifra minima di 56 milioni per due opere di indirizzo prioritario - conferma Santini - di questi, una trentina erano verosimilmente destinati a Padova. Ma di fronte alla rinuncia del Comune a portare avanti il progetto, è decaduta la linea di finanziamento e quei soldi sono stati dirottati in un fondo revoche».

Il provvedimento rientra nell’articolo unico della Legge di stabilità per Province e Città metropolitane. Al comma 228 si legge che per migliorare l’offerta di trasporto pubblico locale nelle aree metropolitane, «il fondo Cipe costituito da revoche di progetti non affidati, viene destinato esclusivamente alle reti in costruzione in aree metropolitane». Si tratta di un contributo quindicennale in erogazione diretta: una ventina di milioni a partire dal il 2016 e 72 per il 2017. Al danno, si somma quindi la beffa: «Quel fondo è destinato alle linee tramviarie in costruzione nell’area metropolitana - spiega il parlamentare - di fatto, quindi, Venezia e Milano restano all’interno del finanziamento, mentre Padova esce. Quest’ultima, paradossalmente, potrebbe rientrare solo se scegliesse di entrare nella città metropolitana di Venezia. Mi risulta tuttavia che Bitonci non sia favorevole nemmeno su questo fronte. Quindi siamo daccapo. Per quanto, se potessi dargli un consiglio, gli direi di non sprecare questa opportunità che gli permetterebbe di tornare in corsa, pur puntando sul tram». Qualche tempo fa, al profilarsi della malparata, Santini racconta inoltre di aver contattato il sindaco nel tentativo di aprire nuovi spazi di manovra, sollecitando «una riunione tra i parlamentari padovani, al di là delle casacche, per il bene della città. Ma l’incontro non si è mai tenuto - conclude il senatore - è una scelta tutta padovana, assolutamente legittima in una democrazia, ma che danneggia la città».

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