Ragazzo ucciso fuori dalla discoteca, lettera aperta dei genitori: «Incomprensibile scarcerare uno degli imputati»
Lo sfogo dei familiari di Lorenzo Cristea, ventenne di Trebaseleghe morto nel corso di una rissa alla Baita al Lago di Castelfranco nella notte tra il 3 e il 4 maggio 2025: «Siamo sconfortati per la decisione del giudice sui domiciliari a Badr Rouaji»

Preoccupazione, sconforto e perplessità. È quanto i genitori e i parenti di Lorenzo Cristea manifestano in una lettera aperta agli organi d’informazione per la decisione del giudice delle indagini preliminari, con il consenso della procura, di concedere gli arresti domiciliari a Badr Rouaji, uno dei due marocchini imputati per l’omicidio del ventenne di Trebaseleghe, ucciso nel corso di una rissa alla Baita al Lago a Castelfranco, nella notte tra il 3 e il 4 maggio del 2025.
La lettera è stata diffusa mercoledì mattina, 8 aprile, dai legali della famiglia, gli avvocati Giorgia Serafini, Catalina Ciobanu e Alberto Zannier. «La famiglia Cristea – si legge – esprime forte sconforto e perplessità per la decisione del giudice che, con eccessiva leggerezza, ha ritenuto di concedere a Rouaji, nell’ambito di un procedimento di estrema gravità e caratterizzato da fatti di rilevante allarme sociale, una misura alternativa alla custodia cautelare in carcere, disponendone gli arresti domiciliari presso la propria abitazione, congiuntamente alla famiglia».
Una scelta ancor più incomprensibile la definiscono “se messa a confronto con la terribile e ben più gravosa sorte subita dal figlio Lorenzo, specialmente alla luce del capo d’imputazione contestato, degli esiti delle indagini e delle condotte ascritte a Rouaji, messe in atto la notte della tragedia”. «Noi difensori – conclude la lettera – precisiamo come, peraltro, il pubblico ministero sollecitato ad impugnare tale modifica cautelare non abbia ritenuto di ravvedere la propria posizione concedendo che Rouaji potesse tranquillamente dimorare nella propria abitazione, in attesa di giudizio».
Mentre monta la polemica sulla scarcerazione di Rouaji (difeso dall’avvocato Fabio Crea), rimane in carcere l’altro imputato per l’omicidio di Cristea, Taha Bennani, 23 anni di Montebelluna (difeso dagli avvocati Paola Miotti e Fabio Targa del foro di Padova). Sono entrambi accusati di rissa aggravata con il gruppo degli amici di Cristea, che di proposito li avevano aspettati all’esterno del locale castellano per “vendicare” un banale sgarbo avvenuto all’interno della discoteca. Badr e Bennani sono principalmente accusati di concorso nell’omicidio di Cristea, nel tentato omicidio di Alessandro Bortolami e nelle lesioni personali di Alessandro Pepe ed Emanuele Biliato.
Nel corso della rissa Bortolami fu colpito da cinque coltellate, una potenzialmente mortale al polmone, con una prognosi di guarigione di 118 giorni. Pepe ricevette una coltellata al braccio sinistro (26 giorni di prognosi) e, infine, Biliato fu colpito dalla lama ad una spalla (10 giorni). Dall’altra ci sono cinque imputati di rissa, ossia gli amici della vittima. Si tratta di Riccardo Gregato, 21 anni di Piombino Dese, Emanuele Biliato, 20 anni di Castelfranco, Jacopo Baratto, 20 anni di Vedelago, Alessandro Bortolami, 23 anni di Zero Branco e Alessandro Pepe, 21 anni di Castelfranco.
Proprio venerdì 10 aprile è prevista l’udienza preliminare davanti al gup Piera De Stefani. Pare che tre degli imputati per rissa, amici della vittima, abbiano chiesto di patteggiare una pena a nove mesi.
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