Opsa, ecco i barbieri volontari che radono anche Vallanzasca
Dal 2024 l’ex criminale, colpito da grave decadimento cognitivo, è ospite a Sarmeola: i fratelli Carlo e Maurizio Ferrara continuano la tradizione avviata dal papà e tagliano i capelli agli ospiti (indipendentemente dalla loro storia passata)

Un volontariato silenzioso che dura da 40 anni e che si tramanda da tre generazioni. Carlo e Maurizio Ferrara sono i titolari del Salone Ferrara di viale Po a Sarmeola di Rubano e un lunedì al mese si recano alla vicina Opera della Provvidenza di Sant’Antonio per tagliare gratuitamente i capelli ai ragazzi con sindrome di Down, agli anziani sacerdoti e suore in pensione e alle persone malate di Alzheimer ospiti della struttura.
«Tutto è cominciato 40 anni fa con nostro padre Severino» raccontano Carlo e Maurizio, «lui aveva una forte passione per il volontariato e si recava ogni lunedì all’Opsa per prestare servizio gratuito. Questa dedizione l’ha trasmessa a noi e in tutti questi anni abbiamo tenuta viva questa tradizione.
L’abbiamo a nostra volta tramandata anche a Stefano, figlio di Carlo, e ad accompagnarci c’è anche il collega Paolo Vezzaro, che ha un salone in via Buonarroti a Padova. È sempre un’esperienza molto bella rapportarsi con i ragazzi con sindrome di Down perché ti cambia in positivo la giornata. Servono solo delle precauzioni in più tenendo a debita distanza le forbici e i rasoi ma regalare loro dei sorrisi parlandoci e scherzandoci è qualcosa che ti arricchisce. Ci sono poi gli anziani sacerdoti e suore, tanti di loro sono in carrozzina e hanno una età avanzata: alcuni ci chiedono ancora se devono pagare una volta che abbiamo finito, noi diciamo loro ovviamente di no e allora ci rispondono che ci ringrazieranno recitando delle Ave Maria».
E tra gli ospiti ce n’è uno decisamente diverso da tutti gli altri: «Ci sono anche le persone malate di Alzheimer e tra queste c’è anche l’ex criminale Renato Vallanzasca, noi però non facciamo distinzioni e trattiamo tutti allo stesso modo» assicurano i barbieri. Vallanzasca è ricoverato dal settembre 2024 nelle strutture dell’Opsa per una grave forma di decadimento cognitivo che lo ha colpito negli ultimi anni dopo averne passati oltre 50 nel carcere milanese di Bollate. Vallanzasca, nato a Milano nel 1950, da leader della Banda della Comasina è stato uno dei più celebri criminali italiani e nella sua carriera iniziata negli anni Settanta ha collezionato condanne per quattro ergastoli e quasi 300 anni di reclusione. I suoi principali crimini erano legati alle rapine a mano armata a banche e porta valori, a diversi omicidi che hanno coinvolto anche agenti di polizia e carabinieri e alle attività legate ai sequestri di persona.
Nell’agosto del 2025 era partita anche una petizione con raccolta firme per far ottenere a Vallanzasca una grazia dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le sue condizioni di salute ormai compromesse dall’Alzheimer: infatti pur non essendo più rinchiuso in carcere per lui permane anche all’Opsa una situazione di arresti domiciliari per cui non può ricevere visite. —
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