Apre l’Osteria Veneta a Padova, il titolare: «Diventerà il locale più grande della città»
Il titolare è Federico Contin, che mercoledì farà resuscitare l’ex pub Oktoberfest. Il locale, a pochi metri dalla Basilica del Santo, avrà 200 posti a sedere e darà lavoro a quindici giovani

«La più grande osteria che Padova abbia mai avuto». Lo dice con orgoglio Federico Contin, l’ex re dello spritz diventato ristoratore, che mercoledì farà resuscitare l’ex pub Oktoberfest trasformandolo in “Grande Osteria Veneta”.
Un locale con 200 posti a sedere che darà lavoro a 15 giovani, a poche centinaia di metri dalla Basilica del Santo. L’ex pub in stile bavarese, rimasto chiuso per tanti anni, era stato riaperto solo un anno fa da Davide Comunian (l’imprenditore che in via San Marco aveva già aperto la più grande enoteca della provincia), che poi ha ceduto la gestione proprio a Federico Contin.
Cambiati gli interni
Gli arredamenti interni sono stati tutti modificati: è stata cambiata anche la tappezzeria alle sedie, che non è più di colore rosso, ma è variegata. Sulle pareti sono stati appesi tanti attrezzi della civiltà contadina, tra cui anche vecchie biciclette e altri oggetti d’epoca.
Sarà un’osteria perché, come aveva preannunciato lo stesso Contin, la cucina sarà esclusivamente veneta e saranno serviti soltanto piatti della tradizione. Tra vini prescelti ci saranno quelli dei Colli Euganei, del Lago di Garda e della Valpolicella, della Marca Trevigiana e dell’Alto Veneto.
«Vogliamo realizzare un ristorante tipico dove la cucina regionale, finalmente, sarà esaltata ai massimi livelli», osserva Contin che gestisce locali anche a Chioggia e sulle Dolomiti, «basta con tutti questi piatti all’americana, in genere preparati e poi congelati. Nella mia osteria tornerà la genuinità della vera cucina veneta, che come tutta quella del nostro Paese, è un patrimonio dell’umanità e protetta dall’Unesco».
Il menù della tradizione
« Tra i piatti che saranno proposti ogni giorno ai clienti ci saranno la pasta e fagioli, il baccalà alla vicentina, le sarde in saor, il fegato alla veneziana, il risotto all’Amarone o agli asparagi di Bassano. E ancora; il fegato alla veneziana, i bigoli con il ragù di corte e tutti gli altri piatti della tradizione culinaria della nostra regione», racconta ancora Federico Contin che, com’era d’altronde prevedibile, ha preannunciato che saranno organizzate anche tante serate a tema, anche musicali ed a livello teatrale. Naturalmente anche in lingua veneta.
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