Padova, bando da 25 anni per il Children’s Museum all’ex Macello: offerte entro dicembre
Il Comune cerca chi progetterà e gestirà il polo scientifico da 17mila metri quadrati in via Cornaro: concessione di 25 anni e canone annuo da 40mila euro

Chi progetterà, realizzerà e poi gestirà il Children’s & Planetarium Museum all’ex Macello di via Cornaro? Lo sapremo dopo la metà di dicembre, termine ultimo per la presentazione delle offerte previsto dall’avviso pubblico pubblicato da Palazzo Moroni nei giorni scorsi.
La procedura prevede l’affidamento in concessione per 25 anni di parte del complesso monumentale. Un bando blindato sulla qualità, visto che l’offerta tecnica e qualitativa vale 90 punti e il rialzo economico sul canone soltanto 10.
L’aggiudicatario dovrà occuparsi della redazione del progetto di fattibilità (entro soli 90 giorni), della rimozione e ricollocazione di importanti beni storici come la Collezione Piva, e della gestione delle attività culturali.
Il motivo del bando
L’intera procedura nasce dall’iniziativa spontanea della cooperativa Gruppo Pleiadi, che a metà gennaio scorso aveva chiesto l’assegnazione dell’ex Macello.
La giunta aveva manifestato con una delibera l’intenzione di procedere a trattativa privata diretta con la cooperativa nel caso in cui non fossero pervenute altre proposte. Entro i termini dell’avviso preliminare si sono però fatte avanti altre quattro manifestazioni di interesse, costringendo di fatto Palazzo Moroni a bandire una gara pubblica.
La visione
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è creare il primo science centre del nord Italia, trasformando 17.000 metri quadri di archeologia industriale d’inizio Novecento in una cittadella scientifica ed educativa basata sulle discipline Steam (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica).
Il polo integrerà la grande “cattedrale” a tre navate (ex sala per la macellazione di bovini, l’implementazione del Planetario comunale con il Museo dell’Astronomia, un Children’s Museum, un Serra Garden, una sala teatrale/conferenze, spazi espositivi per computer storici e un bar/ristorante.
I dettagli della gara
La concessione è venticinquennale con un canone annuo a base d’asta fissato a 40.000 euro. Ma il Comune inserisce una clausola con cui si riserva di rinunciare a riscuotere il canone qualora il concessionario potenzi il personale per il museo dell’informatica o realizzi interventi di manutenzione straordinaria.
Chi vincerà la concessione dovrà farsi carico dell’immediato sgombero, stoccaggio e conservazione della Collezione Piva, uno straordinario patrimonio di centinaia di macchine e calcolatori storici. Dal canto suo, Palazzo Moroni si impegna a realizzare i lavori di restauro e consolidamento entro 3 anni, ma mette per iscritto che in caso di ritardi «non sarà dovuto al concessionario alcun risarcimento».
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