Padova, il nome per il campo largo slitta ancora: Europa Verde spinge per un civico
Secondo incontro a Palazzo Moroni senza un accordo sul candidato del centrosinistra. Europa Verde chiede un cambio di paradigma e sostiene l’ipotesi di un sindaco civico, con nomi provenienti dall’università e dal Terzo settore

Secondo tavolo, ieri, per il campo largo a Palazzo Moroni. La quadra sul nome del candidato sindaco non si trova. Resta sul tavolo il nodo dell’alternativa civica, voluta fortemente anche da Europa Verde, ala ambientalista di Avs.
«Serve un cambio di paradigma», dice il portavoce Davide Galati che si schiera a favore dell’appello per una Padova civica e partecipativa, promosso da persone impegnate nelle professioni, nell’università, nel volontariato e nell’associazionismo. Dopo l’assessora Benciolini di Padova Insieme e Attilio Motta, presidente di Coalizione civica, destinata a confluire in Avs (perdendo la connotazione civica), pure l’area verde spinge verso la scelta non partitica.
Niente opzione Pd-centrica quindi, «ci sono valide alternative ad Andrea Micalizzi e Antonio Bressa» sottolinea Galati. L’ha ribadito ieri mettendo sul piatto le loro proposte: depavimentazione e alberature partendo dai quartieri dove il caldo pesa di più e i redditi sono più bassi; rifugi climatici per le ondate di calore nei quartieri con più fragilità sociale; sviluppo delle comunità energetiche con finalità sociali.
«Trovare un sindaco civico è un’occasione utile a tutto il centrosinistra padovano» sottolinea l’altra portavoce di Europa Verde Maria Elena Martinez. «Siamo convinti, come già dichiarato pubblicamente da altre forze della coalizione, che da questo percorso debba emergere anche una figura civica capace di esprimere questa visione e di guidare una coalizione larga. Stiamo partecipando al percorso portando proposte e la disponibilità ad ascoltare» continua Galati. Qualche nome in tasca? «Ci sono varie ipotesi, nomi autorevoli che appartengono all’università e al Terzo Settore, li renderemo noti il prima possibile, a giorni».
La critica di Galati è al secondo mandato di Giordani: «Vorremmo proposte più innovative per la città, l’inizio ha avuto lo slancio giusto, poi l’amministrazione si è un po’ persa. Potrebbe osare molto di più, l’Europa ci chiede passi avanti concreti e importanti».
Secondo Galati, Bressa e Micalizzi alla fine rappresenterebbero solo il Pd. «Non sono ottimali per noi, serve un cambio, serve coraggio».
Antonino Pipitone di Padova Bene Comune, che alle ultime elezioni ha preso il 2,4%, la mette su un altro piano: «Volere un civico a tutti i costi è una stupidaggine. Giordani ha fatto molto bene, ma non dobbiamo delegittimare chi fa politica».
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