Anarchici subito liberi, la paura dei commercianti: «Rischiamo di dover chiudere»
I commercianti chiedono indicazioni chiare sulle chiusure e sulla gestione dei plateatici in vista della mobilitazione del 30 ottobre. «Lavorare nei weekend con questa spada di Damocle non è normale»

«Lavorare nei weekend con questa spada di Damocle non è normale, è drammatico. Sembra di tornare ai tempi del Covid». Federica Luni, presidente Appe Padova, fotografa così il dilemma dei pubblici esercizi: «Capiamo l’esigenza di manifestare, l’insoddisfazione di questi ragazzi. Però viene leso il diritto di lavorare in serenità». Al tempo stesso i commercianti evitano le polemiche sulla scarcerazione di ieri pomeriggio: «Penso che chi di dovere abbia fatto le proprie valutazioni».
Saracinesche abbassate
L’ultimo sabato lo racconta Massimiliano Pellizzari, presidente dell’associazione Commercianti del centro: «Giornata vissuta con molta preoccupazione, dopo quanto accaduto in altre città una settimana prima».
Almeno cinque esercizi associati sono rimasti chiusi. Altri hanno aperto ritirando la merce dalle vetrine: «Scelta coraggiosa, ma penalizzante. Non c’è acquisto d’impulso se il cliente non vede il prodotto». Il centro era meno frequentato del solito, soprattutto da famiglie con bambini: «Scelta comprensibile, se si teme per la propria incolumità».
Sul rilascio dei giovani fermati Pellizzari è netto: «La cosa importante è che la questura li abbia identificati, così da poterli monitorare in caso di nuovi episodi di violenza. Se dovessero ripetersi, dovrebbero scattare daspo o ulteriori misure restrittive».
Dal calo al successo
I timori hanno convinto più di qualcuno a rinunciare al tradizionale passaggio al mercato di Prato della Valle. «Sabato abbiamo avuto un calo di presenze, giustificato visti i timori per possibili situazioni critiche poi non verificatesi», commenta Ilario Sattin, presidente degli ambulanti Fiva Confcommercio Padova.
Domenica, invece, «il mercato straordinario, programmato grazie alla disponibilità del vicesindaco Antonio Bressa, è stato un successo», anche grazie a una bella giornata e ai molti turisti: «Una buona sperimentazione in vista delle domeniche che, da fine novembre, affiancheranno il mercato del sabato». Una prova generale del Natale.
L’ombra del 30 ottobre
Ma la tranquillità è solo apparente. Il 30 ottobre è attesa una manifestazione imponente e, senza un’ordinanza sui plateatici, nulla è certo: «Non sai se potrai tenere aperto, non sai se arriverà un’ordinanza che ti farà chiudere», avverte Luni. E il weekend è proprio il momento in cui si lavora di più, quando le famiglie salgono in centro a vivere la città.
La richiesta è di regole chiare: «Se il corteo è confermato e si conosce il tragitto, ci dicano come dobbiamo comportarci». E se si dovesse chiudere, serve un ristoro. «L’auspicio è che il percorso eviti il centro. Ma tanto non si farà. Allora – sia a livello locale che nazionale – devono mettersi una mano sulla coscienza e aiutarci».
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