A Padova un cordolo blocca l’accesso al Teatro Verdi: costruito per sbaglio e già rimosso

Il caso in corso Milano, il manufatto è stato realizzato e poi tolto per evidenti questioni di sicurezza. L’assessore Ragona: «Su 18 chilometri realizzati qualche spiacevole inconveniente può capitare»

Daniela Gregnanin
Il cordolo installato e poi subito rimosso
Il cordolo installato e poi subito rimosso

Eliminata per sempre la nuova cordonata davanti all’accesso del Teatro Verdi. È successo sabato mattina, 5 settembre, in corso Milano a Padova. Gli operai della Icm come Penelope, che faceva e disfaceva la tela, hanno dovuto demolire ben 20 metri di cordolo realizzato qualche settimana fa, che “bloccava” di fatto l’accesso alla piazza del teatro ai mezzi di soccorso, presenti durante gli eventi.

«Un inconveniente che ripagherà la ditta esecutrice, perché la necessità di mantenere libero il passaggio era stata decisamente segnalata al capocantiere» spiega l’assessore alla mobilità Andrea Ragona che aggiunge «il progetto iniziale, prevedeva la barriera a protezione della nuova pista ciclabile ma in seconda battuta e sentendo i responsabili del Verdi si è palesata la necessità di non realizzare l’opera, perché avrebbe impedito ai mezzi di soccorso di accedere allo spiazzo. Durante manifestazioni artistiche e spettacoli è infatti fondamentale garantire un presidio di sicurezza».

Ora, capire come e dove la comunicazione abbia fallito diventa quasi impossibile da stabilire, mancherebbe infatti la pec in cui si avvisava di non realizzazione i 20 metri del cordolo: la decisione sarebbe stata comunicata solo a voce al responsabile di cantiere.

Ciò che resta ai padovani decisamente provati dagli effetti che i cantieri hanno sulla viabilità da oltre un anno, è un lavoro “inutile” che si poteva evitare, visto che ogni giorno quando si parla di appalti e penali è prezioso.

«Sono 18 i chilometri realizzati e sarà possibile che altre situazioni “spiacevoli” possano saltare fuori. Del resto esiste la voce “imprevisti” anche nel quadro economico del Pnrr» sottolinea Ragona.

Intanto quello che si inizia a notare, è che qua e là l’opera presenta già qualche criticità: in corso Milano lungo la corsia grigia in cui risiede la rotaia ci sono dei fori, in alcuni punti pare che siano passati degli animali lasciando le loro impronte. Anche la nuova ciclabile dà segni di “imprecisione”: dopo un piccolo acquazzone l’asfalto vinaccia mostra pozzanghere importanti, ci sono avvallamenti che non permettono il fluire dell’acqua e i ciclisti rischiano una bella lavata random.

 

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