Al Portello di Padova il centro che studia il cervello in tempo reale

L’Università apre il nuovo complesso Michiel Contarini. Tecnologie avanzate e riqualificazione da 8 milioni di euro

Daniela Gregnanin
Il nuovo strumento che studi il cervello
Il nuovo strumento che studi il cervello

Doppia inaugurazione ieri, 29 aprile, in via San Massimo 33 a Padova per l’Università degli studi di Padova, che ha visto il taglio del nastro della prima facility di ricerca Opm-Meg in Italia e la nascita del Centro di Ateneo Padova Neuroscience Center, del dipartimento di Neuroscienze e del Centro di Ateneo Servizi clinici universitari psicologici.

La facility avrà in dotazione una magnetoencefalografia con magnetometri a pompa ottica - opm-meg, una tecnologia avanzata per comprendere come gli oltre 80 miliardi di neuroni presenti nel cervello comunicano in tempo reale tra loro nei processi cognitivi e nelle malattie che colpiscono questo meraviglioso e complesso organo.

Il taglio del nastro del nuovo centro dell'Università di Padova
Il taglio del nastro del nuovo centro dell'Università di Padova

Il nuovo centro dell’Università

L’insieme delle strutture conosciute con il nome di “Collegio Morgagni”, ha preso il nome di: “Complesso Michiel Contarini” e si presenta inoltre con un giardino interamente rinnovato. Sono serviti oltre otto milioni di euro, finanziati al 60 percento dal Mur, il Ministero dell’Università e della Ricerca, per ridare vita a una struttura che ha evitato il consumo di suolo.

La superficie totale di 2.500 metri quadrati è stata perfettamente ristrutturata in 950 giorni e dell’importo totale, 5 milioni sono stati impiegati per le opere strutturali, che hanno riguardato la parte della ex residenza realizzata negli anni ’60 da Brunetta, che si sviluppa su quattro piani.

Il complesso fresco di ristrutturazione, fu edificato tra il 1558 e il 1561 dal proto Andrea Moroni per i fratelli Giovanni Alvise e Fantin Michiel, poi, dopo una serie di vicissitudini familiari, nel 1675 fu ceduto al ricchissimo mercante Agostino Fonseca, per divenire quasi un secolo dopo proprietà del Comune di Padova che lo destinò a “Scuola d’applicazione per gli Ingegneri” che infine lo donò nel 1961 all’università.

«Restituiamo alla nostra comunità non solo un edificio, ma anche un centro Scup, ovvero un centro per i servizi psicologici alla persona, al quale studenti, docenti e personale tutto dell’ateneo, potrà guardare per qualsiasi esigenza. Per noi è fondamentale il benessere di ogni singolo soggetto che afferisce all’ateneo» spiega Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova che aggiunge: «Con la magnetoencefalografia, strumentazione all’avanguardia, la prima in Italia e una delle poche in Europa, faremo ricerca avanzata».

Come funziona la magnetoencefalografia

La nuova e preziosa apparecchiatura avrà inoltre funzioni diagnostico-cliniche, permetterà infatti tramite dei sensori indossabili anche da bambini e persone in difficoltà motoria, di acquisire neuroimmagini durante il movimento, approfondendo così eventuali patologie.

«Questo luogo consentirà l'ampliamento delle ricerche in materia di neuroscienze. L’inaugurazione di oggi dimostra l’impegno a 360 gradi dell’Università per un settore importante, che studia patologie impattanti per la società, con l’obiettivo di trovare quanto prima soluzioni terapeutiche vincenti» sottolinea Alessandra Bertoldo direttrice del centro di Ateneo Padova Neuroscience center Unipd.

«Una sfida vinta, un edificio riqualificato con una visione green e con una destinazione d’uso rivolta al futuro della popolazione e al benessere generale di studenti e dipendenti dell’ateneo» dichiara Carlo Pellegrino prorettore all’Edilizia dell’ateneo patavino. —

 

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