Dopo Ceuta, Padova aumenta i controlli su Flixbus e Itabus provenienti dalla Spagna
In via Sarpi ogni giorno arrivano quattro Flixbus dal Paese iberico. Domenica 2 agosto al termine delle verifiche non è stato rilevato nulla di anomalo sotto il profilo dell’immigrazione irregolare

Domenica 2 agosto, in base alla sospensione del trattato di Schengen approvato dal governo Meloni, agenti della polizia di Stato hanno effettuato una serie di controlli nell’area di sosta dei bus della società Flixbus e di Itabus (società controllata da Ntv di Italo Treno), che si trova in via frà Paolo Sarpi, davanti all’hotel Cason.
Nell’area anche una pattuglia della Finanza. I poliziotti hanno effettuato controlli volanti, chiedendo i passaporti, le carte d’identità e i permessi di soggiorno a tutti i passeggeri che si erano imbarcati a Barcellona, Madrid, Valencia e Malaga.
Al termine delle verifiche non è stato rilevato nulla di anomalo sotto il profilo dell’immigrazione irregolare e non sono emerse situazioni che abbiano richiesto ulteriori approfondimenti da parte delle forze dell’ordine. Attualmente sono quattro i bus internazionali che collegano Padova con la Spagna. Due partono da Barcellona alla sera e arrivano in città appena dopo le 14 del giorno successivo.
Si tratta di collegamenti utilizzati soprattutto da studenti universitari che partecipano al progetto Erasmus, ma anche da molti giovani veneti che raggiungono la Spagna per motivi di turismo o per far visita ad amici e parenti. Le destinazioni più frequenti sono la Costa Brava, con località come Lloret de Mar, Playa de Aro e Sant Feliu de Guíxols, oltre a Madrid, Malaga, Valencia, Siviglia e Granada.
Il caso di Ceuta
L’intensificazione dei controlli si inserisce nel quadro delle misure adottate dal governo dopo la temporanea sospensione di alcune disposizioni del trattato di Schengen. L’obiettivo è quello di rafforzare le verifiche alle frontiere e sui principali collegamenti internazionali in un momento in cui l’attenzione è concentrata sulla situazione in Spagna.
Negli ultimi giorni infatti il Paese iberico è stato interessato da un aumento degli sbarchi di migranti, in prevalenza di origine magrebina, arrivati sulle coste spagnole dopo aver attraversato il Mediterraneo.
Proprio il timore che una parte di queste persone possa successivamente spostarsi verso altri Paesi europei utilizzando autobus, treni o altri mezzi di trasporto internazionale ha portato a un rafforzamento dei controlli nei principali punti di arrivo. Controlli sono stati effettuati anche all’aeroporto Canova di Treviso.
Nessuna irregolarità
Per questo motivo sono stati monitorati anche gli autobus provenienti dalle principali città spagnole e diretti nel Nord Italia. Nel caso di Padova però gli accertamenti effettuati nel corso dell’intera giornata non hanno evidenziato elementi che facciano pensare a un utilizzo anomalo di queste linee.
Le verifiche svolte dalla polizia si sono concluse senza rilievi particolari e hanno confermato una situazione sostanzialmente ordinaria, con passeggeri in possesso della documentazione richiesta.
«Conosco bene questi bus internazionali che collegano la Spagna con l’Italia e in particolare con il Veneto e Padova», dice Salim El Maoued, medico di base con studio all’Arcella. «Per motivi personali alcuni di questi li prendo a Montpellier. Costano poco e, quasi sempre, sono puntuali. Non credo però che siano utilizzati in massa dai magrebini che sono arrivati a nuoto, servendosi spesso dei copertoni delle ruote di gomma dei camion. Anche perché la maggior parte delle persone, tra cui famiglie intere, sono già tornate indietro».
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