Padova, fallita la conciliazione per i trentacinque lavoratori licenziati da Coopservizi
Inutile il tentativo di mediazione martedì 11 agosto in Prefettura. La Cisl Fp: «Per i lavoratori serve una garanzia su stipendi e Tfr. E ci sono 600 anziani lasciati soli». Ma il Comune smentisce

Mancata conciliazione, martedì 11 agosto, davanti al viceprefetto vicario Luigi Vitetti, a Palazzo Santo Stefano, tra i rappresentanti della Cisl Fp, guidati dai sindacalisti Andrea Ricci e Carlo Maisto e i dirigenti della Coopservizi, di Udine, che ha già inviato 35 lettere di licenziamento ad altrettanti lavoratori padovani il 3 agosto, con effetto dal primo settembre.
Questi, avevano il compito di prestare assistenza a 600 anziani fragili per conto dell’assessorato ai servizi sociali che, a questo punto, si trovano senza assistenza in un periodo di grande caldo, in cui l’assistenza domiciliare diventa fondamentale. «I rappresentanti della cooperativa friulana, che hanno preso appalti, sempre nel settore dell’assistenza domiciliare, anche a Dolo, Cona, Cavarzere, Lendinara nonché in Friuli Venezia Giulia hanno risposto in modo evasivo alle nostre domande» ha detto il segretario della FP Cisl di Padova e Rovigo Andrea Ricci a margine del tentativo di conciliazione, «d’altronde con i 5.200.000 di euro di debito complessivo marciano dritti verso il fallimento giudiziario.
Ma questa non è una semplice vertenza, ci sono in ballo 35 famiglie che, dal primo settembre, si ritroveranno senza stipendio e, al momento, anche senza Tfr e 600 anziani padovani senza assistenza a domicilio.
Una doppia penalizzazione che, secondo me, poteva essere evitata se l’amministrazione comunale fosse intervenuta prima nella vicenda visto che il crack finanziario va avanti da due anni».
Franco Maisto, affiancato anche dalle due delegate della Cisl Silvia Lazzari e Lucia Spinelli ha aggiunto: «Il bando di gara d’emergenza messo in atto dal Comune di Padova scade il 18 agosto. Sappiamo che le aziende invitate sono tre. Anche se siamo a Ferragosto, speriamo che il conferimento dell’appalto alla nuova società, che dovrà sostituire la Coopservizi, vada in porto il prima possibile per due motivi, entrambi molto importanti: sia per la riassunzione immediata dei 35 lavoratori che hanno perso il posto che per restituire l’assistenza domiciliare ai 600 anziani che, con il perdurare di queste temperature, rischiano di avere bisogno di maggiore assistenza».
Da parte sua l’amministrazione comunale, nello specifico l’assessorato ai servizi sociali guidato da Margherita Colonnello, ha fatto sapere che gli anziani non sono stati lasciati soli nonostante la fine del contratto d’appalto con la cooperativa friulana.
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