Padova, all’esame per la patente con la ricetrasmittente: «Isolate l’aula dei quiz»

Un candidato con apparecchiature tecnologiche al braccio è stato scoperto e denunciato. I titolari delle autoscuole: «Presto il ministero impedirà il collegamento con l’esterno»

Felice Paduano
La motorizzazione civile dove sono intervenute le Fiamme Gialle
La motorizzazione civile dove sono intervenute le Fiamme Gialle

Gli esaminatori dell’esame teorico per il conseguimento della patente di guida, mercoledì mattina, nei locali della Motorizzazione Civile, hanno sorpreso un nigeriano di mezza età, già in possesso della cittadinanza italiana, mentre utilizzava un’apparecchiatura tecnologica fissata a un braccio per farsi suggerire dall’esterno le risposte corrette ai quiz formulati dalla commissione d’esame.

Subito i funzionari degli uffici di Corso Spagna hanno chiamato una pattuglia della Guardia di Finanza che, giunta sul posto, ha interrogato a lungo l’uomo. Al termine degli accertamenti, il furbetto è stato denunciato. Il nigeriano scoperto dagli esaminatori non doveva conseguire la patente ex novo dopo aver frequentato i corsi di formazione in autoscuola, ma era già patentato da anni e doveva rifare l’esame dopo aver perso tutti i punti a causa di una lunga serie di infrazioni commesse sulle strade.

«Non è la prima volta che all’interno della Motorizzazione di Padova si verificano episodi di questo tipo», spiega Alberto Rizzardi, titolare delle autoscuole omonime di Cittadella, Fontaniva e Carmignano di Brenta, nonché presidente del Consorzio Provinciale Autoscuole. «In genere ne viene scoperto uno a settimana. Vengono individuati o attraverso il metal detector posizionato all’ingresso oppure perché uno degli esaminatori nota comportamenti sospetti. Casi simili accadono, con frequenza anche maggiore, pure nelle sedi della Motorizzazione di Verona e di altre città del Nordest. Per fortuna il Ministero dei Trasporti ha già in programma di introdurre un nuovo sistema informatico che isolerà completamente la sede dove si svolgeranno gli esami di guida, impedendo qualsiasi collegamento telematico tra il candidato e l’esterno. Speriamo che questo nuovo controllo venga introdotto il prima possibile, perché di furbetti della patente ce ne sono ancora tanti in giro».

Nel settore delle autoscuole c’è anche chi, per smascherare chi non rispetta le regole, ha acquistato a proprie spese un metal detector e controlla sistematicamente i candidati ogni volta che li accompagna a sostenere l’esame teorico nella sede della Motorizzazione Civile.

«L’idea mi è venuta dopo che due miei allievi aspiranti alla patente sono stati sorpresi mentre svolgevano i quiz», sottolinea Loris Gialain, titolare da 50 anni dell’autoscuola omonima in viale Arcella. «Sono andato ad acquistare un metal detector di ultima generazione e lo utilizzo ogni volta che serve. Come prevedevo, il numero dei furbetti è subito calato. In genere a provarci sono gli asiatici, in particolare bengalesi e pachistani». 

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