Fiamma paralimpica il 5 marzo a Padova: Francesca Tarantello sarà la testimonial

La corsa dei 28 tedofori partirà alle 18 alla rotonda di corso Milano. Grande festa in Prato con l’accensione del braciere. Bettella: «I Giochi sono un’occasione unica di ispirazione»

La padovana Francesca Tarantello
La padovana Francesca Tarantello

Nel pomeriggio del 5 marzo Padova vivrà una nuova pagina di sport e inclusione con il passaggio della Fiamma paralimpica di Milano Cortina 2026. Dopo essere stata tappa della fiaccola olimpica il 21 gennaio scorso, la città torna protagonista insieme a Verona, Cortina d’Ampezzo e Venezia.

Il grande evento

L’evento è stato presentato nella Sala Giunta di Palazzo Moroni alla presenza dell’assessore allo sport Diego Bonavina, del consigliere provinciale allo sport Marcello Marchioro, del presidente Cip Veneto Davide Giorgi, del vicepresidente e atleta Nicolò Toscano, del campione Francesco Bettella e dell’ex presidente Cip Veneto, Ruggero Vilnai.

«Siamo felici di poter annunciare questa tappa della Fiamma ancora una volta in città», ha osservato Bonavina, sottolineando l’orgoglio dell’amministrazione. L’organizzazione generale è affidata alla Fondazione Milano Cortina 2026, mentre Comune e Comitato italiano paralimpico (Cip) curano la macchina organizzativa locale.

Il programma del viaggio

La tappa cittadina vedrà ventotto tedofori impegnati nelle vie principali tra le 18 e le 19.30. Tra i nominativi ufficiali si trova la padovana Francesca Tarantello, medagliata d’argento ai Giochi di Parigi e che sarà protagonista del passaggio nella sua città. Tuttavia, alcuni grandi nomi veneti presenti ieri, come Bettella, Toscano e Vilnai, correranno come tedofori in altre tappe del viaggio, motivo di un sentimento «di rammarico per non averli qui», come ammesso dallo stesso assessore.

Le tappe della fiamma

Il convoglio partirà alle 18 dalla rotonda di corso Milano e attraverserà via Milazzo, via Cernaia, via Cavalletto, via Cadorna, via Marghera, via Sanmicheli e via Cavazzana, per concludersi in Prato della Valle con l’accensione del braciere.

Prevista la chiusura temporanea del traffico lungo il tracciato mentre il tram sarà sospeso dalle 17 alle 20 ma sostituito da bus. In Veneto sono meno di tremila le persone con disabilità che praticano sport su oltre 182 mila residenti con disabilità, un divario che impone «un salto culturale e organizzativo», a detta di Davide Giorgi.

Sport e salute

Nicolò Toscano ha posto l’accento sull’esperienza personale e sui benefici «fisici e psicologici» dell’attività sportiva: «Si parte per stare meglio, per recuperare fiducia nel proprio corpo, e si arriva a costruire autonomia, indipendenza, relazioni». Lo sport paralimpico, ha spiegato, «non è una versione ridotta di qualcosa, ma è sport a tutti gli effetti», capace di portare a traguardi europei, mondiali e paralimpici, oppure – altrettanto importante – a una piena partecipazione alla vita quotidiana.

Per Francesco Bettella le Paralimpiadi rappresentano «uno strumento potentissimo di ispirazione», soprattutto quando si svolgono in casa. L’atleta ha ricordato come, anni fa, non conoscesse nemmeno l’esistenza del movimento paralimpico e come siano stati proprio i grandi eventi e le vittorie degli azzurri a fargli scoprire «una forza capace di cambiare prospettiva».

La Fiamma, ha aggiunto, «ha un’emozione particolare: quando si accende, si percepisce di far parte di qualcosa di più grande delle singole storie personali».

Infine, Ruggero Vilnai ha offerto una lettura simbolica della staffetta: la fiaccola che attraversa le città è «come una stella cometa che guida le comunità», un segno luminoso che richiama ai valori di pace, rispetto e fratellanza. 

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