Maltempo a Padova, Micalizzi: «Per Brusegana l’unica soluzione agli allagamenti è lo scolmatore»

Il vicesindaco Micalizzi: «L’opera deve essere finanziata dalla Regione e mi impegno a sollecitare lo stanziamento dei 60 milioni necessari»

Edoardo Fioretto
Il vicesindaco in sopralluogo
Il vicesindaco in sopralluogo

Il bacino di laminazione di Brusegana ha funzionato. Nel momento di apice delle precipitazioni, quando in meno di due ore sono scesi quasi cento millimetri di pioggia, si è riempito per l’acqua piovana in eccesso nel quartiere Sudovest. Eppure, qualcosa non ha funzionato. Impraticabili per tutta la mattina di ieri a causa dell’acqua via dei Colli e via santi Fabiano e Sebastiano.

«Vorrei che i padovani sapessero che il bacino, realizzato dal Comune in tempi record grazie ai fondi del Pnrr, è solo parte dell’equazione per tenere all’asciutto l’area Sud est della città», spiega il vicesindaco con delega alle acque fluviali Andrea Micalizzi, dalla sala del Centro operativo comunale della Protezione civile. Parole che diventano una stoccata alla Regione. «Il progetto complessivo prevede anche la realizzazione di un canale scolmatore, che unisca il Brenta e il Bacchiglione a ovest della città», spiega, ricordando l’importante opera da sessanta milioni di euro da anni rimasta sulla carta.

«La competenza è della Regione, e quindi del Consorzio di bonifica», sottolinea Micalizzi, «che dovrà stanziare i fondi necessari per la sua realizzazione».

La prossima finestra potrebbe essere il bilancio di fine anno, con cui il parlamentino di Palazzo Ferro Fini dovrà mettere a preventivare gli investimenti del 2026. Sebbene dopo tanti anni di rinvii l’ottimismo non sia ai massimi livelli, il vicesindaco – che è anche candidato alle prossime elezioni regionali – promette: «Questo nubifragio sarà l’occasione per un sollecito agli organi competenti per il finanziamento del canale scolmatore».

Al momento, però, i residenti di Brusegana sono costretti a fare i conti con una sicurezza idrogeologica instabile, e ad allagamenti sempre più frequenti. «Per ora non ci sono alternative», sostiene ancora Micalizzi, «un ampliamento delle fognature è superfluo di fronte allo scolmatore, che è già stato progettato da un équipe del Comune e ora solo da realizzare».

La situazione di emergenza attivata dal presidente Luca Zaia non arriva in un momento del tutto casuale. Già nel maggio dello scorso anno il Padovano aveva visto un’ondata di eccezionale maltempo, con precipitazioni fino a novanta millimetri in appena un’ora e mezza. «Un evento climatico con ricorrenza ogni cent’anni», avevano spiegato i tecnici dell’Arpav. Ieri, un solo anno dopo, un nuovo fenomeno estremo del tutto paragonabile ha dimostrato come simili nubifragi potrebbero diventare la norma. Gli stessi tecnici in Protezione civile hanno ribadito come la ricorrenza di eventi estremi non sia più un metro applicabile al futuro, in virtù proprio del cambiamento climatico.

Oltre a Brusegana, il bilancio in città è comunque risultato pesante. Strade allagate per tutta la mattina in zona Forcellini e alla Madonna Pellegrina. Non è stata risparmiata nemmeno via Facciolati, arteria di collegamento tra l’area sud della città e gli ospedali. «Bisogna considerare però che molto è stato fatto gli anni scorsi per la sicurezza idrogeologica di altre zone della città, compresa l’Arcella», osserva il vicesindaco con delega alla protezione civile, «e senza questi interventi il bilancio sarebbe potuto essere molto più grave».

Se da un lato la sicurezza idrogeologica continua a diventare un tema ricorrente, paralizzato dal bisogno di importanti fondi, l’amministrazione ricorda l’impegno nella manutenzione delle caditoie e dei tombini, per accelerare il deflusso dell’acqua dalle strade cittadine.

Nel frattempo, il consigliere comunale Marco Concolato (Pd), presidente di una commissione consiliare ambiente, ha annunciato una seduta straordinaria per «mappare le principali criticità emerse, fare il punto su quanto già messo in campo dall’amministrazione e valutare ulteriori possibili soluzioni, con l’obiettivo di prevenire e ridurre il rischio di futuri episodi». 

 

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