Padova, protesta degli studenti contro la riforma degli istituti tecnici: «Non siamo scuole di serie B»

L'azione, organizzata dalla Rete degli Studenti Medi di Padova, ha avuto luogo davanti all'ITI Francesco Severi, all'ITT Guglielmo Marconi e all'IIS Pietro Scalcerle di Padova

Rocco Currado
A Padova la protesta degli studenti contro la riforma degli istituti tecnici
A Padova la protesta degli studenti contro la riforma degli istituti tecnici

Questa mattina gli studenti degli istituti tecnici di Padova erano davanti alle loro scuole contro la nuova Riforma degli Istituti tecnici del ministero Valditara.

L'azione, organizzata dalla Rete degli Studenti Medi di Padova, ha avuto luogo davanti all'ITI Francesco Severi, all'ITT Guglielmo Marconi e all'IIS Pietro Scalcerle di Padova, dove gli studenti si sono presentati all'ingresso con cartelli che recitavano frasi contro la nuova riforma proposta dal Ministero per gli istituti tecnici.

«La nuova riforma non fa altro che spaccare ulteriormente il valore nazionale del titolo di studio, alimentando la retorica dell'esistenza di scuole di serie A e di serie B», dichiarano Yassine Zarouali, Tsegayenesh Macino e Maria Laib, rappresentanti d'istituto all'ITI Severi di Padova.

«L'introduzione del percorso 4+2 non fa altro che tagliare un'anno di formazione generale, con il solo obiettivo di trasformare noi studenti dei tecnici in forza lavoro il prima possibile. Noi studenti non siamo solo futuri lavoratori, ma anche futuri cittadini e abbiamo il diritto di essere formati in quanto tali. Per questo sono necessari più investimenti pubblici, laboratori veri, classi meno affollate, spazi adeguati e docenti valorizzati. Le nostre scuole devono mettere al centro gli studenti, la loro crescita e il loro apprendimento, svolgendo il proprio ruolo di scuola come luogo di formazione», concludono i rappresentanti.

«Come sindacato studentesco abbiamo sentito il forte bisogno di schierarci contro questa riforma», dichiara Leonardo Dal Brollo, coordinatore della Rete degli Studenti Medi di Padova.

«Il ministro Valditara continua a fare riforme sulla nostra pelle, senza mai ascoltare il pensiero di chi la scuola la vive davvero. Questa riforma non fa altro che aziendalizzare sempre di più quelli che dovrebbero essere dei luoghi del sapere basati sulla formazione e la comprensione. Nessun istituto può essere trattato alla stregua di un'azienda», continua Dal Brollo.

«Proprio per questo oggi abbiamo deciso di mostrare il nostro dissenso davanti alle scuole della nostra città, al fianco degli studenti. Contro una riforma che li depersonalizza, noi continueremo a fare sentire la nostra voce», conclude il coordinatore.

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