Padova, sensori hi-tech nell’acquedotto con 15 milioni di fondi europei: «Stop agli sprechi»
Così AcegasApsAmga ha digitalizzato 1.100 km di tubature, la reponsabile dell’area modellazione: «Grazie agli investimenti del Pnrr, AcegasApsAmga ha sviluppato in alcuni distretti di Padova un progetto pilota di Digital twin, una replica digitale dinamica della rete acquedottistica cittadina»

Sotto l’asfalto di Padova c’è un mondo invisibile che respira, scorre e, da oggi, comunica. Ogni volta che apriamo il rubinetto per riempire un bicchiere d’acqua o per fare una doccia, compiamo un gesto quotidiano e scontato.
Ma cosa accade un metro e mezzo sotto i nostri piedi, tra i vicoli del centro e i quartieri della periferia? Lì, nel buio della terra, si snoda una fitta ragnatela di tubazioni che per decenni ha viaggiato in silenzio. Oggi, però, quella rete sotterranea ha preso vita ed è diventata intelligente.
Occhi sotto l’asfalto
Immaginate di potervi rimpicciolire e scendere sotto la superficie, addentrandovi in quella cavità ombrosa dove l’acqua corre a pressione costante. Un tempo, per scoprire una perdita invisibile, bisognava aspettare che l’acqua affiorasse in superficie spaccando l’asfalto, oppure procedere a tentoni con lunghi scavi.
Oggi la storia è cambiata. Camminando tra i condotti ci si imbatte in piccoli occhi elettronici e orecchie digitali: sono i nuovi sensori di portata e di pressione. Dispositivi avanzati, incastonati nelle condotte, che lavorano senza sosta per monitorare il battito cardiaco della rete idrica cittadina.
Il gemello digitale
Questi sensori ipogei rilevano ogni minima variazione di flusso e ogni sbalzo di pressione, inviando impulsi verso la superficie. È qui che il viaggio sotterraneo compie un salto nel futuro, risalendo dai tubi interrati fino agli schermi dei tecnici di AcegasApsAmga.
È nato così il Digital twin , ovvero il gemello digitale della rete acquedottistica di Padova e Abano Terme. Una replica virtuale e dinamica in tre dimensioni, che riproduce fedelmente e in tempo reale tutto ciò che accade sotto terra.
«Grazie agli investimenti del Pnrr, AcegasApsAmga ha sviluppato in alcuni distretti di Padova un progetto pilota di Digital twin, una replica digitale dinamica della rete acquedottistica cittadina», spiega Francesca Gagliardi che nell’azienda si occupa dell’area di modellazione.
«Il sistema integra in tempo quasi reale i dati provenienti dai sensori installati sul territorio – come misuratori di portata e pressione – con un modello idraulico avanzato della rete. Questa tecnologia consente di simulare rapidamente diversi scenari operativi e supportare le decisioni dei tecnici nella manutenzione ordinaria e straordinaria del servizio idrico, migliorando l’efficienza degli interventi».
Prevedere i guasti
L’aspetto più stupefacente di questa tecnologia è la capacità di prevedere il futuro. Se un tratto di condotta sotterranea necessita di manutenzione o si rompe, non è più necessario procedere al buio chiudendo i rubinetti a interi quartieri. Attraverso lo schermo del Digital twin, i tecnici possono visualizzare la rete, individuare la condotta esatta e simularne la chiusura prima ancora di imbracciare un piccone.
«Tramite lo strumento è possibile visualizzare la rete e le misure di portata e pressione provenienti dagli strumenti installati in campo», chiarisce Gagliardi. «In caso ci sia la necessità di chiudere un tratto di rete per manutenzione, è possibile individuare la condotta e simularne la chiusura. Grazie al modello della rete è possibile visualizzare la portata e pressione simulata in tutta la rete e in modo specifico nell’intorno della condotta chiusa, al fine di verificare l’impatto della chiusura sugli utenti. In questo caso si evidenzia come, nonostante l’interruzione, il sistema mantenga livelli di pressione adeguati grazie alla capacità della rete di redistribuire i flussi attraverso percorsi alternativi».
I numeri della svolta
Questo viaggio nella Padova sotterranea rivela numeri d’impatto straordinario. Il progetto Pnrr per la riduzione delle perdite idriche nei Comuni di Padova e Abano Terme rappresenta un importante investimento sulle reti acquedottistiche del territorio, finanziato dal ministero delle infrastrutture con fondi europei per un valore complessivo di circa 14,5 milioni di euro. Un cantiere durato tre anni, dal 2023 fino a inizio 2026, che ha rivoluzionato il sottosuolo.
Oggi si conta una rete distrettualizzata di circa 1.100 km totali, di cui 510 km distrettualizzati grazie al Pnrr, raggiungendo così il 100% della rete distrettualizzata totale. I distretti totali sono 47 (18 realizzati con i fondi europei). Sotto terra lavorano 260 strumenti di portata e pressione (128 installati con il Pnrr), affiancati dalla sostituzione di contatori obsoleti con moderni smart meter elettronici.
Risorse salvate
Il risultato di queste antenne invisibili sotto i nostri piedi? Ben 260 perdite occulte – quelle gocce silenziose che scappavano sottoterra – sono state individuate e riparate tempestivamente. Un’operazione di precisione che si traduce in un beneficio ecologico immenso: le attività hanno consentito di recuperare a fine progetto 700.000 metri cubi d’acqua all’anno.
«Il progetto rappresenta un’importante sperimentazione in termini di digitalizzazione delle infrastrutture idriche di Padova e costituisce uno strumento innovativo a supporto di una gestione più efficiente, sicura e sostenibile della risorsa idrica», conclude Alessandra Carta, coordinatrice dei distretti idrici. «La digitalizzazione della rete realizzata con il Pnrr continuerà a produrre benefici anche negli anni futuri, migliorando la qualità e l’efficienza del servizio e riducendo gli sprechi sul territorio».
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