Street tutor al Portello, i residenti: «Ci sono miglioramenti nelle vie principali»

Mercoledì la prima notte di lavoro per i vigilantes, il cui numero è raddoppiato. Ma chi abita nella zona calda della movida continua a protestare: «Nei vicoli è stato un disastro: pipì a fiumi, campanelli suonati, calci sulle serrande»

Flavio Centamore
La movida universitaria al Portello
La movida universitaria al Portello

La movida universitaria al Portello continua a far discutere. E a dividere. C’è chi vede qualche timido miglioramento, chi racconta di vicoli trasformati in latrine a cielo aperto e chi, dalla politica, alza il tiro contro Palazzo Moroni.

In mezzo ci sono loro, migliaia di giovani che ogni settimana si riversano nel quartiere universitario trasformandolo in un gigantesco luogo di ritrovo a cielo aperto.

Un fenomeno che la città del Santo sembra non riuscire ancora a governare mettendo tutti d’accordo. E anche questa sera, venerdì, gli street tutor torneranno in campo per cercare di tenere sotto controllo la situazione.

Street tutor in campo

L’assessore alla sicurezza Diego Bonavina ha raddoppiato la presenza degli operatori e difende i primi risultati. A presidiare la zona anche tre pattuglie della polizia locale: «Mi hanno riferito di moltissima gente e i report sono positivi: la viabilità finalmente è attiva, i residenti hanno potuto rientrare nelle proprie abitazioni e la musica è stata chiusa. Sono state fatte anche attività di informazione e sensibilizzazione».

Insomma, per l’assessore qualche risultato concreto comincia a vedersi, nonostante numeri che continuano a impressionare. Ma basta spostarsi dalle strade principali ai vicoli per ascoltare un’altra versione della stessa notte. «Da quello che abbiamo capito, i tutor hanno funzionato un po’ sulle vie principali, ma nei vicoli è stato un disastro: pipì a fiumi, campanelli suonati, calci sulle serrande», denunciano alcuni residenti.

La polemica politica

Due fotografie diverse dello stesso Portello, separate da poche decine di metri. E inevitabilmente la questione diventa anche politica. Eleonora Mosco, consigliera regionale leghista, va all’attacco: «I residenti sono ostaggio in casa propria. La sinistra ha abbandonato il Portello. Far rispettare le regole non significa militarizzare un quartiere, significa amministrarlo».

Mosco ricorda una mozione presentata nel 2024 e respinta dalla maggioranza, con richieste di maggiori controlli, bagni pubblici e monitoraggi del rumore: «Quelle esigenze sono ancora attuali. Giordani e la sua giunta spieghino quali risposte intendono dare». La consigliera chiede anche interventi contro lo spaccio, la vendita abusiva di alcol e una pulizia più tempestiva, annunciando di voler portare il caso all’attenzione della Regione.

E proprio alla Regione guarda anche chi, sui social, ha deciso di chiamare direttamente in causa il presidente, taggandolo per chiedere soluzioni. Segno che il malcontento ha ormai superato i confini del quartiere. Ma il nodo resta sempre quello: come conciliare il diritto di migliaia di ragazzi a incontrarsi e divertirsi con quello di chi, dietro quelle finestre, vorrebbe semplicemente dormire? La politica si divide, i residenti protestano, il Comune prova a correre ai ripari. E intanto arriva un’altra serata, con gli street tutor di nuovo in strada.

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