Raccolta fondi per salvare l’edicola: partecipano anche le suore

La raccolta fondi per regalare una nuova edicola al giornalaio Maurizio Quaglia di piazza Mazzini, lato Palazzo Maldura, ha raggiunto già 13.000 euro. Ne mancano solo 2.000. Una volta arrivati a 15.000, si passerà subito dalle parole ai fatti

Felice Paduano
Maurizio Quaglia
Maurizio Quaglia

La raccolta fondi per regalare una nuova edicola al giornalaio Maurizio Quaglia di piazza Mazzini, lato Palazzo Maldura, ha raggiunto già 13.000 euro. Ne mancano solo 2.000. Una volta arrivati a 15.000, si passerà subito dalle parole ai fatti. Ossia inizieranno quasi subito i lavori che prevedono lo spostamento dell’attuale edicola della Sacra Famiglia, già chiusa da tempo, tutta in alluminio, nella parte posteriore della sede attuale. Sarà un’edicola inedita perché, per la prima volta in città, il chiosco futuro sarà dotato di un bagno interno, con un lavandino e uno spogliatoio.

Il gesto delle suore

Tra la sorpresa di tutti quelli che stanno raccogliendo i soldi per la nuova edicola si è diffusa la notizia che tra i donatori di manica larga ci sono anche le suore elisabettine, che hanno la sede centrale nella vicina via Beato Pellegrino. Anche se le suore in questione non ci tenevano affatto a divulgare la notizia alla luce della tradizionale umiltà che le caratterizza, gli altri donatori sono venuti a sapere che le suore hanno inviato alla raccolta fondi ben 300 euro. Una somma di tutto rispetto, che è tra le più alte fra tutte le donazioni.

Affetto anche dall’estero L’articolo de il mattino, tra l’altro, ha diffuso la bella storia umana in tutto il mondo e le donazioni stanno arrivando anche dall’estero. Cento euro sono stati mandati pure dall’Argentina. Da una donna anziana che è nata in città ma vive laggiù da tantissimi anni. «Maurizio merita questo e altro», sottolinea Emilio Montana, coordinatore della raccolta fondi, lo stesso filantropo che ha raccolto gli altri soldi per regalare al giornalaio una bicicletta elettrica.

«Una volta ereditata l’edicola dal padre, Maurizio ha fatto di tutto per non essere costretto alla chiusura, come, invece, è successo a tanti altri giornalai della città. Si sveglia alle 5.30. Dalle 6 alle 9 monta in sella alla sua bici e arriva fino a Prato della Valle per portare a casa dei clienti quotidiani e periodici senza alcun supplemento. Non è un caso che un contributo sia venuto dalle suore elisabettine. Sono sue clienti da anni. Evidentemente lo hanno voluto premiare per la fedeltà della consegna quotidiana dei giornali all’interno del loro convento. La raccolta sta andando bene. Mi aspetto un contributo anche da parte delle istituzioni locali».

 

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