A Padova migliaia di stranieri al voto per eleggere la commissione: affluenza record
Centinaia di elettori in fila alla Casa di quartiere e negli uffici comunali. Partecipazione alta tra bengalesi, pachistani e altre comunità straniere. Qualche tensione nel pomeriggio

Sono stati migliaia gli stranieri che, per tutta la giornata di ieri, nonostante il ritorno del caldo africano, sono andati a votare, dalle 9 alle 17, nei seggi elettorali installati dal Comune alla Casa di quartiere di viale Arcella, nell’ufficio anagrafe di via Guasti e negli uffici comunali di piazza Capitaniato.
Come si prevedeva, la stragrande maggioranza degli stranieri non comunitari sono andati al seggio dell’Arcella. La fascia oraria in cui il seggio arcellano è stato letteralmente preso d’assalto è risultata quella tra le 10 e le 12. Centinaia gli elettori davanti alla Casa di quartiere a consultarsi tra di loro prima del voto e tutti in fila sulle due rampe di scale che portano al seggio, dove i dipendenti del Comune, aiutati anche da Concezio Bombonati e Patrizia Canovaro, provvedevano a garantire il rispetto delle regole prima di entrare in cabina con la possibilità di votare uno o due tra i 26 candidati elencati in un’unica lista contenente quasi tutte le etnie presenti in città.
Il voto è stato espresso in modo telematico, utilizzando non la matita che si usa anche nelle elezioni politiche, ma un lettore a codice Qr e un tablet a latere, in cui ci sono scritti tutti i nomi dei candidati.
Tra i candidati davanti al seggio di viale Arcella anche Md Aminur Rashid, bengalese originario di Khulna, la città delle tigri e Shafiqul Islam. Entrambi molto attivi per cercare di convincere gli ultimi indecisi tra i 30.000 aventi diritto.
Tra chi è andato a votare già al primo giorno tanti cinesi, bengalesi, pachistani, ma anche nigeriani, albanesi (tra cui Madjana Nuredini), moldavi. Pochi i sudamericani, che, in genere, sono andati a votare nei seggi di via Guasti e del centro storico. Non tantissime le donne, ma tra di loro tante musulmane, tra cui anche una giovane islamica che indossava l’Hijab. E grazie alla gentilezza di tutti quelle con bambini hanno saltato la fila. Inoltre una donna cinese ha portato coca cola, acqua, succhi di frutta e ventagli per tutti. Alcuni bengalesi sono arrivati per fare propaganda politica da Venezia-Marghera e anche per ricordare ai connazionali padovani i tanti voti che ha preso Sumiya Begu. Tra i presenti anche il noto bengalese Hossain Shakawat, che ha anticipato che, nelle elezioni amministrative 2027, si candiderà nella lista del Partito Democratico.
La votazione all’Arcella è stata ripresa anche da alcune televisioni arrivate direttamente dal Bangladesh e dal Pakistan.
Come mai gli stranieri, in particolare i bengalesi e i pachistani, sono andati in massa a votare, quasi tutti con il sorriso sul volto? «Per noi andare a votare è come andare a una festa», ha detto Shafiqul Islam. «Non è un caso che siamo vestiti con gli abiti dei giorni di festa. Il voto per noi è un momento importante in cui vengono riconosciuti i nostri diritti e facciamo il possibile per eleggere una commissione stranieri di persone capaci di elevare la nostra qualità della vita sia nel lavoro che nella vita civile».
L’assessora ai servizi sociali è rimasta molto soddisfatta della massiccia partecipazione al voto: «Il grande afflusso già alla prima giornata di voto (si vota anche oggi dalle 9 alle 17, ndr) significa che i concittadini stranieri rafforzano il rapporto di fiducia che hanno, da anni, con l’amministrazione comunale. Da parte nostra c’impegniamo a far contare la loro voce sempre di più».
La presenza di tanti stranieri, soprattutto al seggio dell’Arcella, ha creato anche qualche momento di tensione. Verso le 16.30 sono dovuti intervenire polizia e carabinieri, dopo che alcune persone, preoccupate di non riuscire a votare entro le 17, si sono messe a litigare, ed è volato anche qualche spintone. All’arrivo delle forze dell’ordine si erano però già dileguati.
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