Padre radicalista islamico, tolta la potestà sulla figlia

PADOVA. È stata tolta definitivamente la potestà genitoriale ad un marocchino di 34 anni che fino allo scorso anno risiedeva in città, padre di una bambina di 4 anni. La decisione è stata presa dal Tribunale per i minorenni di Venezia, che già in precedenza aveva sospeso i diritti del genitore sulla minore. La motivazioni viene giustificata per vari motivi.
Lui è un radicalista islamico e l’educazione che impartiva alla piccola – la mamma è una moldava – era estremamente legata alle sue convinzioni religiose. Niente cartoni animati in televisione, meglio ascoltare versetti del Corano, chi mangia la carne di maiale è un maiale. Tuniche lunghe e veli, seppur con il volto scoperto per la sua bimba. Che la mamma riteneva a serio rischio di rapimento. Inoltre lui – vengono omesse le sue generalità per tutelare la piccola – è stato espulso dall’Italia con decreto del 2 gennaio 2017 per motivi di sicurezza nazionale.
L’accusa nei suoi confronti è molto grave: essere a capo di una cellula jihadista Salafita/Wahabita operante anche in Italia. Anche in conseguenza di questa decisione il tribunale a febbraio aveva sospeso la responsabilità genitoriale.
La moglie del marocchino, diventata nel frattempo ex, racconta – scrive il giudice nella sentenza – di essersi convertita all’Islam e che durante il matrimonio il marito le imponeva una stretta osservanza dei precetti musulmani, le impediva di lavorare, poteva frequentare solo la moschea, non poteva vedere i suoi parenti perché non musulmani. Sentita in questura, inoltre, la donna ha rivelato di temere che il compagno possa rapire la piccola, portandola all’estero. A supporto dei suoi timori riporta fra l'altro che la figlia, dopo aver trascorso del tempo con il padre, le dice che andrà in Marocco.
Pare che quando sta con il papà le sia vietato guardare i cartoni animati alla televisione, perché si deve ascoltare il Corano. Inoltre, sempre a detta della moglie, il papà dice che le brave bambine si vestono con la veste lunga nera e il velo che lascia scoperto il volto, indumenti che l'uomo ha regalato alla figlioletta.
La bimba inoltre racconta alla mamma che il padre le ha detto che le persone che mangiano maiale sono dei maiali e che i nonni materni sono cattivi perché non sono musulmani. La donna è molto preoccupata: il marito le ha detto che lei, non essendo una buona musulmana, non crescerà la figlia. Inoltre, in alcuni messaggini telefonici, il marocchino fa riferimento alla possibilità di andarsene con la bambina.
Il tribunale per i Minorenni di Venezia è categorico. «La condotta sociale del padre, che si è messo nelle condizioni di essere espulso dall’Italia, costituisce un fattore di pregiudizio per la minore, dato che non ha rappresentato un riferimento educativo e affettivo valido, presente e conforme ai principi dell’ordinamento italiano». Per tutti questi motivi il presidente Maria Teresa Rossi ha deciso di confermare il provvedimento - già adottato - della sospensione della responsabilità genitoriale con conseguente pronuncia di decadenza.
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