Palazzo Cini e il volto bello e nascosto di Venezia

I tesori di Palazzo Cini a San Vio e le meraviglie della Fondazione Cini nell’Isola di San Giorgio a Venezia sono al centro di un ampio reportage a firma di Alessandra Mammì, pubblicato sull’Espresso in edicola oggi.
Sotto la direzione artistica di Luca Massimo Barbero, Palazzo Cini ha aperto al pubblico le sue stanze la scorsa primavera, ed è visitabile fino al 2 novembre: sarà fruibile per sei mesi l’anno, ed è uno scrigno di tesori, incastonato in una delle zone più tranquille di Venezia, sul lato del Canal Grande risparmiato dalle masse di turisti ma amato da un pubblico colto e appassionato del bello, in quello che è definito “il chilometro dell’arte”.
Assieme al Palazzo, la Fondazione - con la storia del conte Cini, che la volle in memoria del figlio - luogo pregno d’arte e straordinariamente vivo, per le sue continue iniziative, la straordinaria biblioteca e l’Archivio che - grazie al prestigio della Fondazione - si arricchisce in continuo di lasciti di rilevanza mondiale. Nel reportage di Mammì, il volto bello che ancora resiste di una Venezia che non merita di essere conosciuta solo per i suoi problemi e il turismo mordi e fuggi.
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