Parrucchieri ed estetiste, uno su cinque è fuori regola
Tasso (Cna): «Dalle fermate dei bus ai social, si moltiplicano le offerte di operatori abusivi, trattamenti non idonei mettono in pericolo la salute. La concorrenza sleale penalizza chi rispetta le norme»

Oltre un’attività su cinque nel settore dell’estetica e dell’acconciatura opera fuori dalle regole. È il dato da cui parte l’allarme lanciato dalla Cna di Padova e Rovigo, che fotografa una vera emergenza per il comparto del benessere.
L’indagine
Secondo l’Ufficio studi dell’associazione, in alcuni territori la quota di operatori irregolari supera il 27%, con effetti pesanti sul mercato, sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza dei consumatori. «L’abusivismo è sotto gli occhi di tutti, ma si fa troppo poco», denuncia Giancarla Tasso, presidente Benessere di Cna Padova e Rovigo. «Alle fermate dell’autobus, nei quartieri e perfino sui social network si moltiplicano le offerte di parrucchieri, estetisti e tatuatori abusivi. Operano senza requisiti, senza controlli e con prezzi che nessuna impresa regolare può sostenere».
La concorrenza sleale
Una concorrenza sleale che, secondo Cna, penalizza chi investe in formazione, rispetta norme igienico-sanitarie e garantisce la tutela della salute dei clienti. Per l’associazione, il fenomeno non danneggia solo le imprese, ma anche i cittadini. «Chi si affida a operatori improvvisati corre rischi seri», sottolinea Tasso. «Trattamenti eseguiti in ambienti non idonei o con prodotti non conformi mettono in pericolo la salute. La legalità è una garanzia di sicurezza, non un dettaglio burocratico».
Cna inquadra l’emergenza abusivismo dentro una trasformazione più ampia del settore. In provincia di Padova le imprese del benessere sono 2.439, in calo del 5,2% rispetto al 2019, mentre gli addetti crescono del 3,3%. «Il comparto si sta concentrando in realtà mediamente più strutturate», spiegano dall’associazione, «ma non tutti riescono a reggere questo passaggio».
A soffrire di più sono parrucchieri e barbieri, che perdono oltre un’impresa su dieci, anche per l’impatto della concorrenza irregolare sui servizi di base a minor valore aggiunto.
Aumentano i centri estetici
Di segno opposto, evidenzia Cna, l’andamento dei centri estetici, che crescono soprattutto negli addetti, e quello di tatuaggi e piercing, che intercettano nuovi bisogni e stili di vita. «Il mercato evolve rapidamente e richiede imprese sempre più organizzate», osserva Tasso. «Per questo non basta la bravura tecnica: servono capacità gestionale, marketing e formazione continua».
Cna guarda al 2026 come a un anno decisivo. «Una riforma chiara delle regole può ridurre le zone grigie che alimentano l’irregolarità», conclude Tasso «nel frattempo siamo al fianco delle imprese con percorsi di crescita e aggiornamento, perché solo rafforzando il sistema sano si può contrastare davvero l’abusivismo e tutelare clienti e lavoro qualificato». —
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