Perseguitava su Facebook l'influencer Canal: denunciato

Cinquantunenne di Piombino Dese dovrà rispondere delle minacce inviate via Messenger 
Nicola Canal con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia
Nicola Canal con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia

PIOMBINO DESE. È stato individuato e denunciato per minacce dai carabinieri di Col San Martino all’autorità giudiziaria l’ “hater” dell’influencer trevigiano Nicola Canal. M.M., classe 1968, residente a Piombino Dese nel padovano, autore delle frasi minacciose inviate a Canal tramite “Facebook messanger”, l’applicazione che consente di inviare messaggi privati a profili e pagine Facebook, ha iniziato la sua conversazione così: «Giuro che se te beco in giro non te se neanche da dove che e te riva».

Dal suo profilo Facebook “Canal- il canal”, seguito da oltre 307mila followers, Nicola ha risposto con cortesia: «Spiega bene cosa intendi, grazie». E qui il 51enne è andato giù pesante: «Ma situ drogà, te faso mae, imbecille». Canal ha provato a fargli capire la gravità delle offese e minacce: «Ti rendi conto di quello che stai scrivendo? Lo sai che posso andare dai carabinieri?».

Un tentativo di fermare l’escalation di violenza verbale a cui l’utente ha risposto con ancor più arroganza : «Io sono figlio di un carabiniere». Canal gli ha fatto capire che una risposta così non gli faceva paura, anzi: «gli ho detto che dai carabinieri ci sarei andato, speravo si rendesse conto». Non è stato così. L’influencer, specificando il suo ruolo sociale, dopo aver denunciato il fatto ai carabinieri, ha pubblicato su Facebook alcuni dei messaggi ricevuti privatamente: «Se te beco mi te tiro. Sono figlio di un carabiniere».

E ancora: «Te ripeto no sfidarmi te beco sotto casa te impieno de pache no sta sfidarmi». Ma anche: «Non è una minaccia è una promessa». Va precisato che Canal ha voluto nascondere l'identità dell’autore, che sono state rese note solo dalle forze dell’Ordine. «Non ero spaventato da questo "leone da tastiera", da un controllo del suo profilo l’impressione era da subito che non si trattasse di un fake ma di una persona il cui nome su Facebook corrisponde a quello reale», dice Canal. Che sottolinea: «Questo episodio deve servire da esempio per capire che il web non è una giungla dove tutto è consentito. Ci si può difendere legalmente. Ma voglio evitare che ci siano gli haters dell’hater, non dobbiamo fomentare il meccanismo dell’odio ma trovare una soluzione, seguendo la via della legalità. Ecco perché non ho rivelato pubblicamente il nome dell’autore. La questione va trattata in tribunale e non su pubblica piazza». +

Canal non ritirerà la denuncia, anche se ieri ci ha pensato: «la mia reazione istintiva sarebbe quella di attendere le scuse da questa persona, per poi ritirare la denuncia. Ma razionalmente credo che se basta una scusa per tornare indietro dopo frasi così minacciose non andremo mai avanti». L’influencer ha ragionato a fondo: «a questa persona sto antipatico, è normale che la mia personalità non vada a genio a tutti. Ma le minacce non si possono accettare» . 
 

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