Piazza Cavour dice addio all’edicola Bertolini dopo 35 anni
L’edicolante ha raggiunto il traguardo della meritata pensione e non ha chiesto alcuna proroga di lavoro: «Quanti ricordi accumulati negli anni»

Mercoledì 15 luglio per l’edicola di piazza Cavour, davanti al megastore Nike, è stato l’ultimo giorno di apertura. Il giornalaio Mario Bertolini, dopo 35 anni di attività, ha tenuta aperta la notissima edicola sino alle 13 e, poi, via a Ponte San Nicolò, dove vive da tanti anni con la famiglia.
L’edicolante ha raggiunto il traguardo della meritata pensione e non ha chiesto alcuna proroga di lavoro nonostante le sue entrate anche negli ultimi anni siano state sempre positive.
Bertolini è sposato e ha due figli. Una gli ha dato già due nipoti e un terzo è in arrivo, mentre il secondo figlio, che per un determinato periodo di tempo lo ha aiutato in edicola, si è diplomato al liceo Fermi e ora sta studiando informatica.
A questo punto nella centralissima area tra piazza Pedrocchi e piazza Cavour sembra destinata a restare solo l’edicola davanti a Desigual, gestita da Francesco Sabbadin: quasi certamente, quella di Bertolini, ristrutturata e rinnovata pochi anni fa, sarà demolita. Bertolini, quindi, non sarà sostituito da nessuno.
L’edicola di piazza Cavour era stata aperta nel 1907 quando, al centro della piazza, passava il tram trainato dai cavalli. «Quanti ricordi si sono accumulati negli anni», racconta Mario Bertolini, dal suo osservatorio privilegiato «prima di me c’era Ermenegilda Sansavini con il marito. Negli anni Novanta, piazza Cavour era sempre ben frequentata e animata. Anche per questo in primavera e in estate restavo aperto anche sino a mezzanotte. Tanta gente, tra cui tanti giovani, facevano la fila per andare a cenare da Pe Pen, negli anni della gestione di Franco Schiavo ed anche per andare a mangiare alla Cova, negli anni in cui era gestito dal mantovano Bonifaci. C’erano i giocatori del Calcio Padova, spesso anche Simona Ventura con Stefano Bettarini e anche Sergio Giordani. Si vedevano anche tante belle ragazze, vestite con abiti eleganti. Andava a mangiare alla Cova anche l’ex presidente della Regione Veneto Gianfranco Cremonese», conclude, «purtroppo dagli anni Duemila ad oggi la situazione è monto cambiata. E adesso si vedono in giro anche tanti giovani spacciatori e ubriaconi».
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