Piove di Sacco, antenna di 35 metri vicino alle case di Corte: residenti contro
L’impianto per la telefonia mobile per la rete 5G sarebbe previsto in un terreno agricolo privato.
Secondo i cittadini l’area di via Trento non rientrerebbe in quelle indicate dal piano comunale. Partita una petizione

Nella frazione di Corte di Piove di Sacco cresce la mobilitazione dei residenti contro il progetto di una nuova stazione radio base in via Trento. Per questo hanno promosso una petizione presentata in Comune, chiedendo la sospensione immediata della procedura autorizzativa.
A dicembre i picchetti nell’area
La vicenda prende avvio a metà dicembre, quando proprio alcuni residenti notano per caso picchetti su un terreno agricolo privato. Dai colloqui con tecnici comunali e proprietario emerge che l’area sarebbe destinata a un impianto per la telefonia mobile, collegato allo sviluppo della rete 5G.
Il progetto, datato ottobre 2025, è promosso da Inwit e rientra negli interventi previsti dal Pnrr per il potenziamento delle infrastrutture digitali. L’iniziativa ha sollevato forti perplessità tra i residenti, che hanno deciso di raccogliere firme.
La petizione
La petizione richiama il regolamento comunale per l’installazione degli impianti, sottolineando l’articolo dedicato alla minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici. L’amministrazione dovrebbe tutelare salute, ambiente e paesaggio, applicando il principio di precauzione nella localizzazione degli impianti. I firmatari contestano la scelta del sito, ritenendola non conforme ai criteri di inserimento ambientale e armonizzazione paesaggistica previsti dal regolamento.
Tra le principali criticità, la distanza dalle abitazioni. La base dell’antenna, alta 35 metri, sarebbe collocata, nel caso più eclatante, a un passo dal confine di un residente e a meno di 20 metri dalla sua casa. Inoltre, il terreno non risulterebbe tra le aree indicate come “ipotesi di localizzazione” nel piano comunale per le stazioni radio base.
La petizione segnala anche la mancanza di confronto preventivo con la popolazione. I firmatari affermano di avere appreso dell’intervento solo dopo la comparsa dei picchetti sul terreno.
Viene richiamata poi la presenza di persone con patologie gravi e la vocazione agricola e residenziale della zona. Tra le criticità sottolineate, anche il possibile impatto sul valore delle proprietà immobiliari, temendo una diminuzione di mercato a causa della vicinanza dell’antenna.
Secondo i promotori della petizione, l’irraggiamento interesserebbe le abitazioni delle vie Trento, Rovereto, Fiumazzo, dei Frisoni e Trieste.
La richiesta
La richiesta al Comune è quindi di sospendere l’iter che darebbe il via libera all’antenna e valutare siti alternativi che riducano al minimo esposizione e impatto paesaggistico. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio. Tutto il consiglio comunale, con deliberazione di maggio 2025, aveva aggiornato il piano per la localizzazione delle stazioni radio base, confermando regolamento e strumenti di pianificazione.
Il Comune, in realtà, può autorizzare impianti anche fuori dalla mappa delle localizzazioni, ma solo con motivazione tecnica specifica, un aspetto che potrebbe diventare centrale in eventuali contenziosi.
Il terreno di via Trento, l’altezza dell’antenna, le distanze dalle abitazioni e la deroga al piano comunale costituiscono elementi che potrebbero portare la questione davanti a un giudice. I residenti hanno già dimostrato determinazione nel tutelare salute, sicurezza, paesaggio e valore degli immobili e non escluso un ricorso.
Lo scenario resta comunque aperto. La petizione, con tutti i rilievi che contiene, fornisce sicuramente materiale che può giustificare una battaglia legale. Nel frattempo, i picchetti sull’area interessata sono spariti e non si sa chi sia stato a toglierli. La vicenda mette in luce, ancora una volta, il delicato equilibrio tra esigenze di connettività digitale - a cui nessuno vuole certo rinunciare - e tutela delle comunità. —
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